Il Pd: ex Sadam, piano da tutelare

13 Febbraio 2022

Il segretario Ruffini: sì a modifiche migliorative, ma la parte pubblica non si tocca

GIULIANOVA. Il piano di recupero dell’ex Sadam può essere migliorato, ma la parte pubblica non si tocca. Si riassume così la presa di posizione del Pd in riferimento alla possibile modifica della convenzione con il privato per la realizzazione dell’intervento. Il segretario Fabrice Ruffini ricorda il ruolo avuto dal partito e dalle amministrazioni che ne sono state espressione nel promuovere e seguire gli sviluppi della procedura. «Non si è contrari a prescindere ad eventuali migliorie a quanto approvato definitivamente nel piano di recupero del 2010, ci teniamo però a sottolineare che ci si aspetta che vengano tenuti ben saldi i punti fondamentali rispetto alla contropartita pubblica che portarono a quella soluzione», osserva il dirigente che elenca i cardini dell’intervento.
«La grande piazza di fronte via Sardegna rimanga così com’era e non venga in mente di trasformarla in un parcheggio a servizio di qualche attività commerciale non prevista; le superfici commerciali ancora da edificare siano di “vicinato” e non medie superfici di vendita non previste nel piano vigente che, se realizzate farebbero saltare tutte le attività su via Trieste e di quel che rimane del centro commerciale “I Portici”; vengano ristorate al Comune le somme derivanti dall’obbligo mai assolto dal privato di realizzare una tensostruttura a uso teatro-tenda nell'attesa che si fosse costruito il teatro nel manufatto da recuperare; se non dovesse più realizzarsi la sala teatrale, vengano capitalizzate al Comune le somme derivanti dal mancato uso delle 20 serate all'anno per venti anni stabilite nella convenzione vigente; le urbanizzazioni allora previste siano realizzate a cura del privato così come stabilito; vengano ricalcolati gli sgravi e le superfici concesse in più a fronte del fatto che si fosse ristrutturato il manufatto di archeologia industriale; salvaguardia degli spazi per la farmacia comunale oggi in affitto e la fruibilità degli spazi di pubblica cessione».