Il Pd: Gatti tenta di commissariare Brucchi

13 Dicembre 2015

Pomante sarcastico: è vero, contano solo i voti. Intanto Sbraccia rompe con Morra

TERAMO. La difesa che Paolo Gatti ha consegnato alle pagine del Centro degli assessori Di Stefano e Lucantoni, ricordandone il consenso elettorale, ha suscitato un coro di polemiche. Gli oppositori hanno letto nelle parole di Gatti un monito al sindaco, che ha appena azzerato la giunta, e un «tentativo di commissariamento della sua autonomia». La pensa in questo modo il capogruppo del Pd Gianguido D’Alberto, che definisce Gatti «il sindaco ombra». «Al pari di Brucchi», dice D’Alberto, «le responsabilità per il fallimento politico di questa amministrazione vanno a Gatti. È grave il messaggio che deriva dalle sue dichiarazioni sull’intoccabilità dei suoi assessori. Oltre a sminuire gli altri componenti del suo indebolito gruppo, dimostra la totale indifferenza alla qualità dell'azione politica degli amministratori e al raggiungimento degli obiettivi, rimettendo ogni valutazione esclusivamente al dato quantitativo del numero di voti ottenuti. Quanto saranno disposti tutti gli altri gruppi e i consiglieri di maggioranza ad accettare tutto questo?»

A dare ragione a Gatti, ma in modo sarcastico, è invece il consigliere d’opposizione Gianluca Pomante. «Per l’assegnazione delle poltrone contano solo i voti e i cittadini dovrebbero riflettere. Che poi quei voti accreditino sulle poltrone soggetti capaci o incapaci, in grado di fare il loro lavoro o semplicemente di scaldare una poltrona ed incassare uno stipendio, capaci di far bene o capaci di far danni, poco importa. Ha ragione Gatti: è la volontà dei cittadini. A Teramo come in Regione. Pertanto, se questi sono i presupposti di questi politici, i cittadini che torneranno a sostenerli e ad eleggerli non saranno più vittime del sistema ma complici».

Intanto il quadro politico fotografa una situazione di standby tra l’Ncd di Paolo Tancredi e l’incubatore civico di Dodo Di Sabatino, che continua a proclamarsi aperto e strizza l’occhio anche a Sbraccia. Quest’ultimo rivendica con orgoglio di non avere capibastone, ma sottolinea tra le righe che un posto in giunta è l’unica strada per condividere programmi. Decisamente in forse la permanenza in Fratelli d’Italia. Sbraccia dice: «Morra ci ha fatto uscire dalla maggioranza dalla sera alla mattina per poi trattare con Brucchi a Roseto. Qualcosa non torna». (m.d.t.)

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