Il Pd: «I tagli sono quisquilie, serve altro»

Strappo in consiglio: il gruppo ha abbandonato l’aula perché non è stato coinvolto nelle scelte
GIULIANOVA. Abbandonando il consiglio comunale, venerdì scorso, il gruppo consiliare Pd, contrario ai tagli effettuati dalla giunta ai contributi al Museo d’arte dello Splendore, all’Ente porto e all’istituto musicale Braga, ha voluto lanciare un segnale forte al sindaco Francesco Mastromauro. È la stessa capogruppo Pd, Federica Vasanella, a spiegare che «al contrario di quanto si dica, non è vero che si è parlato di fare questi tagli durante la riunione di maggioranza a Casa Maria Immacolata. Si è solo sfiorato l’argomento, dicendo che ne avremmo riparlato martedì prossimo. Eravamo cinque del gruppo consiliare e tre dell’unione comunale».
Il Pd, infatti, aveva già manifestato la propria opinione dicendo che questi sono solo tagli marginali (peraltro il Comune è in ritardo di alcune annualità con l’Ente porto), e che invece occorreva fare tagli strutturali. «Parliamo di esternalizzare mercato coperto e altri servizi», ha spiegato Vasanella, «non di queste quisquilie. Noi siamo pronti a sederci e discutere col sindaco sui veri tagli che bisogna effettuare. La crisi può ricomporsi purchè non ci si tratti da stupidi». Anche il segretario dell’unione, Gabriele Filipponi, ha affermato che l’approvazione del bilancio è l’atto più importante di una amministrazione e dunque ci devono essere i presupposti per una approvazione condivisa da tutti.
L’abbandono si è verificato subito dopo la proposta di rinvio – da parte di Luigi Ragni di Civicamente, gruppo di maggioranza che, tra l’altro, aveva proposto i tagli al Mas, Ente porto e Braga – del punto sulla variante che consentirebbe la costruzione di un supermercato in via Turati. Il Pd ha votato a favore del rinvio, ma poi è uscito. «Alla luce di quanto accaduto durante il consiglio comunale», scrive Jwan Costantini, coordinatore di Forza Italia, «il gruppo di Fi interviene per rimarcare il grave accadimento politico che ha visto come protagonista la già traballante amministrazione Mastromauro. Emblematico e grave l’abbandono del consiglio comunale da parte dell’intero Partito democratico, il partito di Mastromauro, rimasto orfano dei suoi 4 consiglieri e senza più una maggioranza sulla quale poter contare».
Con il Pd fuori dall’aula, Franco Arboretti che aveva abbandonato la seduta e gli altri consiglieri di opposizione pronti a fare altrettanto, c’erano i presupposti per far saltare la seduta. Fabrizio Retko, però, di Linea Retta, invece di chiedere la verifica del numero legale ha proposto il rinvio dei suoi punti. «Solo la richiesta del collega Retko», ha commentato Laura Ciafardoni (FI e Ncd) «ha trasformato un naufragio in un mero rinvio». (m.t.)
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