Il Pd: «La Asl ci dica quando riaprirà i reparti chiusi»

6 Febbraio 2021

ATRI. Il Pd di Atri chiede alla Asl di Teramo di dare risposte chiare su quale sarà il progetto di riapertura dei reparti nell’ospedale San Liberatore. È il consigliere d’opposizione Alfonso Prosperi,...

ATRI. Il Pd di Atri chiede alla Asl di Teramo di dare risposte chiare su quale sarà il progetto di riapertura dei reparti nell’ospedale San Liberatore. È il consigliere d’opposizione Alfonso Prosperi, che svolge anche il suo servizio come medico nella struttura sanitaria atriana, a porre precise domande al direttore generale Maurizio Di Giosia e al direttore sanitario Maurizio Brucchi.
In una nota si legge: «Vogliamo date certe e vogliamo sapere quali reparti ripartiranno. Vogliamo sapere se è stato programmato il numero di personale sanitario (medici, infermieri, Oss) necessario e sufficiente a garantire le riaperture». Prosperi poi evidenzia e riassume quali servizi sanitari al momento sono stati tolti ad una utenza che conta circa 70mila unità, sparsa in tutto il comprensorio che va dalla costa alla Val Fino. «A Pediatria», scrive, «c’e’ il reparto di degenza chiuso ai ricoveri ordinari e day-hospital, un pediatra poi è stato trasferito da Atri a Sant’Omero dal 1° febbraio per 30 giorni con il risultato che nel Comune di Atri non c’è neanche un professionista a servizio della collettività. Poi, il centro regionale per la fibrosi cistica è costretto da troppo tempo a ricoverare i piccoli pazienti in altri ospedali. E a Cardiologia, il reparto di degenza è chiuso e ad oggi regna il silenzio assoluto su quando riaprirà. Del reparto di Urologia poi si sa che praticamente i medici che oggi operano al San Liberatore andranno definitivamente a Teramo e il reparto di Atri si trasformerebbe in un pied-à-terre di Teramo. Riguardo il servizio di Anestesia c’è da dire che la carenza cronica di medici anestesisti praticamente rallenta tutta l’attività chirurgica, questo problema va affrontato alla radice e subito, in quanto la sua soluzione è vitale per il funzionamento dell’intero presidio».
Infine il Pd si chiede quando verrà installata la nuova Tac e fa una considerazione: «Si dice che la nuova Tac verrà posta in Radiologia al posto di quella in uso. Bene. Il problema sorge nell’allocazione del macchinario vecchio che andrebbe sistemato nei locali della ex Medicina nucleare». La nota si conclude: «Rivogliamo l’ospedale che avevamo fino all’otto marzo 2020. Siamo stufi di aspettare».
Domenico Forcella
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