Il Pd: «Non abbiamo parchi gioco sicuri»

TERAMO. L’amministrazione di centrodestra continua a trascurare San Nicolò a Tordino per la mancanza di sufficienti aree verdi e di spazi dedicati ai bambini. La denuncia arriva dal circolo del...
TERAMO. L’amministrazione di centrodestra continua a trascurare San Nicolò a Tordino per la mancanza di sufficienti aree verdi e di spazi dedicati ai bambini. La denuncia arriva dal circolo del Partito democratico della frazione, che non manca di sottolineare l’assenza di un parco giochi adeguato alle esigenze delle numerose famiglie che vivono nel popoloso paese.
«L’unico spazio verde attualmente destinato al gioco e al tempo libero, in via Vivaldi, oltre ad essere assolutamente insicuro per i bambini a causa di giochi e strutture fatiscenti», si legge nella nota diffusa dal circolo Pd di San Nicolò, «e non conformi alle attuali normative vigenti in materia di sicurezza, ad oggi risulta essere abbandonato, privo di ogni minima cura in termini di igiene e decoro». Le condizioni in cui versa la frazione sono state più volte oggetto di denuncia sia da parte dei cittadini che dei consiglieri comunali, senza ancora trovare risposta da parte dell’amministrazione.
Il Pd di San Nicolò ribadisce nuovamente che l’attuale parco giochi dev’essere reso «vivibile e sicuro» e che bisogna procedere immediatamente al recupero dell’area che comprende l’ex scuola elementare “Carlo Febbo”. In aggiunta, viene proposta la realizzazione di una nuovo parco nell’area verde che si trova accanto alla scuola primaria Serroni nell’ex zona Peep. Secondo quanto segnalato dal circolo Pd di San Nicolò, l’area non sarebbe mai stata valorizzata dall'amministrazione comunale, che qualche giorno prima delle elezioni avrebbe provveduto ad effettuare soltanto una semplice sistemazione. Non da ultimo, viene presentata la richiesta che i parchi siano attrezzati con giochi idonei per i bambini disabili. «San Nicolò è una frazione in continuo sviluppo, dove la popolazione che vive quotidianamente il territorio cresce di anno in anno e merita quantomeno la stessa attenzione data a Teramo città», si legge in chiusura, «i nostri figli non possono e non devono essere sempre considerati come figli di serie B. Non è accettabile che nel 2015 si debba ancora subire quel gap culturale tra città e frazioni». (c.d.g.)
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