Il Pd pronto a sostenere la corsa di Cavallari

10 Aprile 2018

Nell’assemblea di ieri sera il partito ha aperto all’ex capogruppo in Comune preferito a D’Alberto

TERAMO. Il Pd vira su Giovanni Cavallari. È questa la prospettiva più concreta emersa nell’assemblea di ieri sera dedicata alla definizione della strategia per le comunali di giugno.
Il dibattito, concluso a notte inoltrata, è stata incentrato sull’individuazione del candidato sindaco a cui affidarsi il 10 giugno. Oltre alla soluzione rappresentata dall’ex capogruppo in Comune, che già quattro anni fa era stato sul punto di assumere la giuda del partito in vista dell’appuntamento con le urne, il segretario provinciale Gabriele Minosse nella sua relazione introduttiva è tornato anche sull’ipotesi delle primarie. In questo caso, però, il partito avrebbe dovuto individuare una figura interna da mettere a confronto con Cavallari nella consultazione preliminare della base. È riaffiorato il nome del presidente della Provincia Renzo Di Sabatino che già nelle settimane scorse aveva ricevuto un mandato esplorativo dai Dem per tentare di fare sintesi, sulla sua candidatura, con le altre forze civiche e politiche del centrosinistra pronte a scendere in campo. L’accordo in quella circostanza non è stato trovato e Di Sabatino ha fatto un passo indietro per favorire un’eventuale convergenza tra Cavallari e Gianguido D’Alberto, altro ex Pd in corsa con un raggruppamento autonomo rispetto agli schieramenti tradizionali. Nella nottata di ieri, dunque, è stato riproposto il suo nome, nonostante lui si sia detto indisponibili a soluzioni non unanimi. L’eventualità delle primarie, però, non ha mai convinto la minoranza interna del partito che ha disertato quasi in blocco l’assemblea. In ogni caso D’Alberto non parteciperebbe alla consultazione preventiva e dunque è destinato a rimanere tagliato fuori da un accordo ufficiale con i Dem. Per questo, tolta l’ipotesi di un altro nome da spendere in vista delle primarie che nella tarda serata di ieri non aveva ancora trovato concretezza, la sola alternativa ritenuta valida dalla dirigenza del partito è l’appoggio a Cavallari, considerato più aperto al dialogo rispetto a D’Alberto. (g.d.m.)
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