Il Pd regionale restituisce la tessera a Colonnelli

8 Agosto 2016

Alba, il consigliere comunale vince il ricorso alla commissione di garanzia e punta l’indce: «Adesso i vertici locali del partito dovrebbero dimettersi»

ALBA ADRIATICA. «La decisione di rifiutare il tesseramento a Nicolino Colonnelli è illegittima»: così la commissione regionale di garanzia del Pd ha riammesso il consigliere comunale di Alba Adriatica, giudicando «libero esercizio di espressione e di critica» le dichiarazioni contro la gestione del circolo locale. Commenta Colonnelli, che aveva cominciato sei mesi fa la sua battaglia insieme agli esponenti civitellesi già riammessi Daniele Zunica e Mario Tulini: «Giustizia è stata fatta, ridando dignità politica ad un esponente perseguitato. Soprusi, abusi di potere e violazione delle regole statutarie sono stati compiuti dalle segreterie e dalla commissione di garanzia provinciale del Pd teramano che, asservita al volere di chi gestisce il partito in maniera autoritaria, ha ben scelto di non decidere su questa vicenda. Farebbero bene ora a dimettersi tutti. Gabriele Minosse non può più ricoprire il ruolo di segretario provinciale, non ne ha le capacità, è ora che si dimetta. Ha distrutto e sta continuando a distruggere un partito per mantenere in vita dei piccoli comitati elettorali. Quando qualcuno dissente viene cacciato: anche la commissione nazionale di garanzia dovrebbe sapere». Poi Colonnelli lancia l'appello al segretario regionale Marco Rapino: «Spero prenda le dovute contromisure: se la vicenda finisse qui, si legittimerebbe ogni forma di abuso di potere».

Sui rapporti con il segretario albense Gabriele Viviani e sulle questioni cittadine, invece: «L'appello all'unità del partito è arrivato da chi ha sempre lavorato per dividere. Io tengo al Pd, ma voglio che risponda ai bisogni del territorio: a gestire il circolo albense vedo un clan, che oggi non sarebbe in grado nemmeno di riempire una lista. Valuterò comunque con serenità il futuro insieme a chi mi ha sostenuto. E poi per parlare del candidato sindaco e delle primarie è davvero troppo presto, a due anni dalle elezioni».

Luca Tomassoni

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