Il Pd: Rosaria Ciancaione è fuori
Roseto al voto, il partito “scomunica” chi si candida contro Di Girolamo
ROSETO. Il Pd siamo noi. È quanto emerge in un nota diffusa ieri dal partito, il cui obiettivo è di fare chiarezza sui movimenti delle ultime settimane in vista delle amministrative di primavera. «In questi ultimi giorni», si legge infatti in una nota del Pd rosetano, «si susseguono notizie che riguardano candidature di soggetti iscritti al Pd nell’ambito di liste civiche. Queste liste si pongono come alternative al nostro candidato (Sabatino Di Girolamo, ndc), il quale è stato designato secondo lo statuto e i regolamenti del partito». Chiaro il riferimento a Rosaria Ciancaione, la quale si è autosospesa dal partito perché non in sintonia sulle scelte strategiche della segreteria, dando vita a due liste civiche che hanno iniziato a dialogare con quelle che fanno capo al raggruppamento civico #amoroseto, a sua volta ispirato dal deputato Giulio Sottanelli. «Il Pd», prosegue la nota, «specifica in modo chiaro che i suddetti soggetti devono dunque considerarsi fuori dal partito democratico di Roseto: a nessuno infatti può essere consentito di utilizzarlo come un veicolo da cui salire e scendere a seconda delle proprie ambizioni ed esigenze individuali».
Una sorta di scomunica che affonda le radici sulla questione delle primarie previste per la prima settimana di novembre, ma saltate all’ultimo momento per la rinuncia proprio di Rosaria Ciancaione, unica antagonista all’altro contendente, cioè Di Girolamo, diventato quindi automaticamente candidato ufficiale del Pd alla carica di sindaco di Roseto. «Allo stesso modo», tuona ancora la nota, «si dovranno considerare fuori dal partito tutti coloro che, dopo aver partecipato attivamente al percorso di indizione delle primarie aperte a tutta la città e alla loro organizzazione, non condivideranno tale scelta. Il Pd rimane convinto che le primarie siano uno straordinario strumento di democrazia partecipata nelle mani di ogni cittadino che attraverso questa sua possibilità di scegliere direttamente il candidato che più lo garantisce, ha messo definitivamente in archivio altri tipi di scelte, come quelle effettuate in circoli e caminetti riservati». I vertici del Pd rosetano condannano con forza il mancato svolgimento delle primarie. «Aver sabotato tale progetto con dolo», incalza il documento, «è una grave responsabilità, mentre coprirsi di civismo è l’estremo tentativo di mascherare il proprio modus operandi contro il coinvolgimento diretto e libero di tutta la cittadinanza».
Federico Centola
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