Il Pd: serve un’azione forte per far cambiare idea a Roma

13 Settembre 2015

TERAMO. Una vera e propria task force per chiedere al Viminale un ripensamento nei confronti dei tagli alle prefetture in Abruzzo. Si sono espressi in questo modo, in casa Pd, il capogruppo regionale...

TERAMO. Una vera e propria task force per chiedere al Viminale un ripensamento nei confronti dei tagli alle prefetture in Abruzzo. Si sono espressi in questo modo, in casa Pd, il capogruppo regionale Sandro Mariani e l’assessore all’agricoltura Dino Pepe, a proposito della soppressione della sede prefettizia nel capoluogo teramano. «Pur essendo consapevoli della logica di razionalizzazione applicata dal governo», commenta Mariani, «riteniamo doverosa una valutazione di merito rispetto alla complessità del territorio della nostra regione, che non può produrre semplici accorpamenti a tavolino». «Di fronte al paventato taglio, abbiamo immediatamente coinvolto il presidente D’Alfonso», afferma l’assessore Pepe, «ed insieme a lui i nostri rappresentanti in parlamento, affinché possano rendicontare le difficoltà che si vivono nella nostra provincia, soprattutto nell’enorme popolazione concentrata sulla costa, dove si verificano episodi di illegalità che devono essere contrastati. Serve un’azione forte e coesa», continua Dino Pepe, «che miri alla rivendicazione dell’importanza di un territorio, che non può essere lasciato scoperto. Saremo i garanti che la rappresentanza porti a frutto la nostra rivendicazione».

Il deputato Ncd Paolo Tancredi sostiene che i tempi per stoppare il taglio ci sono («Il decreto legislativo è ben lungi dall’uscire») e assicura: «Ci batteremo per mantenere i presidi importanti», ma è realista: «La riforma Madia è avviata. Sulla prefettura Teramo avrà la peggio rispetto all’Aquila, mantenere il questore sarà difficile, ma almeno un presidio importante di polizia si può conservare».

Sul taglio della prefettura è intervenuta anche Teramo Nostra, che fa notare: «La ridefinizione della mappa delle prefetture, al di là della questione economica, non è saggia per quanto riguarda il territorio teramano (l'Abruzzo è l'unica regione dove sono state abolite due prefetture), un territorio che ha caratteristiche montane antropizzate, a differenza dell'Aquila, e una striscia di costa adriatica tra le più popolose, con vari episodi di commercio illegale e crimini». L'associazione, nel caso in cui il taglio avvenisse, si rivolge al governo «affinchè la sede smobilitata venga usata per l'alloggio dei tanti profughi che cercano un necessario albergo. Si sa che il governo è intenzionato al riuso delle ex caserme, che per la verità a Teramo sono state già occupate per altri uffici, quindi gli unici edifici possibili sarebbero la Banca d'Italia e appunto la prefettura».