Il Pd: «Valutiamo anche le dimissioni dal notaio»
TERAMO . «La sfiducia al sindaco va portata in consiglio, ma pur di mandare a casa l'amministrazione valutiamo qualunque possibilità». A dirlo è il capogruppo del Pd Flavio Bartolini che definisce...
TERAMO . «La sfiducia al sindaco va portata in consiglio, ma pur di mandare a casa l'amministrazione valutiamo qualunque possibilità». A dirlo è il capogruppo del Pd Flavio Bartolini che definisce «propagandistico» l'appuntamento, preso per domani alle 16, dal collega di opposizione Gianluca Pomante nello studio del notaio Bracone per l'autenticazione delle firme dei consiglieri intenzionati a dimettersi. L'adesione di 17 consiglieri decreterebbe la caduta del primo cittadino Maurizio Brucchi e della sua giunta, ma per Bartolini l'iniziativa non è stata avviata in modo corretto. «Pomante non ha concordato l'appuntamento con nessuno», evidenzia, «per cui la sua mossa potrebbe rivelarsi un insuccesso».
Per il capogruppo del Pd le dimissioni potevano essere presentate anche al segretario comunale «che è il notaio dell'ente pubblico» e comunque l'ideale sarebbe un confronto in aula in cui motivare la sfiducia al sindaco. «L'obiettivo principale resta comunque liberare la città», afferma Bartolini, «per cui stiamo valutando anche la proposta di Pomante». Il Pd, in ogni caso, si considera alternativo all'ex maggioranza e in particolare a "Futuro in". «Non ci sarà», chiarisce Bartolini, «alcun cartello elettorale». (g.d.m.)

