Il Pdl difende il sindaco: «Nessun favoritismo»

9 Novembre 2014

Roseto, Norante e Di Giuseppe respingono le accuse di De Vincentiis e Proti sul personale del Comune e sullo staff: «Ce lo aveva anche Di Bonaventura»

ROSETO. «Giovanni Proti dovrebbe rimanere in religioso silenzio dopo aver recitato svariati mea culpa; Flaviano De Vincentiis continua a preoccuparsi a tutto campo delle vicende rosetane e, ahinoi, adesso anche di quelle provinciali». A fare quadrato intorno al sindaco Enio Pavone, accusato di avere uno staff eccessivamente nutrito, sono gli esponenti locali del Pdl, il capogruppo Antonio Norante e il consigliere Filiberto Di Giuseppe, i quali respingono al mittente le critiche mosse dai due esponenti politici della minoranza. «Il numero dei componenti dello staff è identico a quello del sindaco precedente (Franco Di Bonaventura, ndr)», si legge nel documento di replica del Pdl, «con l’unica eccezione che l’autista di Pavone, invece di accompagnare il primo cittadino a convegni di partito con l’auto blu, come avveniva all’epoca del sindaco precedente ed esponente del Pd, oggi supplisce anche gli autisti di scuolabus in caso di assenza o malattia».

Il documento del Pdl svela inoltre che proprio in questi giorni è stata notificata al Comune l’ingiunzione per il pagamento di circa 500mila euro per il contenzioso perso dall’amministrazione rosetana con la ditta Rozzi per la realizzazione del palazzetto dello sport. Una somma che va così ad aggiungersi alle svariate centinaia di migliaia di euro, come sottolineano gli esponenti del Pdl rosetano, che il Comune ha dovuto pagare per tanti altri contenziosi persi con privati ed enti pubblici.

«Tutti frutto di iniziative», incalzano Norante e Di Giuseppe, «che hanno visto anche Proti tra i protagonisti e, quindi, politicamente responsabili, considerando che, in quei giorni, era uno degli amministratori della città». Bacchettate anche nei confronti di De Vincentiis, consigliere comunale di Scelta civica, il quale, dicono i due esponenti del centrodestra, «si preoccupa anche di presunti problemi del personale dipendente del Comune e di non ben definiti favoritismi verso parenti di amministratori che potrebbero portare a pensare anche a conflitti di interesse». Dunque accuse inesistenti, secondo la versione del Pdl, «in quanto il personale in mobilità viene fornito dal centro per l’impiego e utilizzato in base all’inquadramento precedente», prosegue la nota, che poi continua attaccando frontalmente De Vincentiis, il quale non avrebbe «mai ravvisato conflitti d’interesse», si legge ancora nel documento, «quando era assessore ai lavori pubblici e, allo stesso tempo, era fornitore di porte e finestre di imprese impegnate in lavori con il Comune, alcune delle quali avendo beneficiato di varianti al piano regolatore».

Federico Centola

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