Il pediatra: «Valutare sintomi e reazioni»

La raccomandazione ai genitori è quella di tenere farmaci e detersivi sempre in contenitori chiusi
TERAMO. «I bambini sotto i 5 anni sono soggetti a rischio per intossicazione da molteplici sostanze e le più frequenti sono proprio i farmaci e i detersivi. I bambini sono curiosi, imitano gli adulti e sono attratti da tutto quello che è nuovo e colorato»: nei suoi 43 anni da pediatra Paolo Calafiore di casi ne ha visti tanti. «Quando si ha a che fare con situazioni di questo genere vanno valutate tempistica, quantità, comparsa dei sintomi e i tempi di assorbimento dei farmaci» dice il medico che raccomanda sempre ai genitori di tenere farmaci chiusi in contenitori riposti in alto quando in casa ci sono bambini piccoli.
Secondo un recente studio dell’Istituto superiore della sanità l’80% delle intossicazioni avviene in un ambiente domestico e più di un terzo in cucina e quindi in quella casa che dovrebbe essere il posto più sicuro per i bambini e nell’ambiente dove più spesso si condividono i momenti di tutta la famiglia. L’età più a rischio è quella tra 1 e 4 anni, quando il bambino comincia a esplorare l’ambiente circostante ma anche nei primi mesi ci possono essere rischi di intossicazione per errore nella somministrazione di farmaci, sovradosaggio o scambio per confezioni simili. Quindi, raccomandasempre l’Istituto superiore della sanità, la prima misura da prendere per proteggere i nostri piccoli è tenere tutto lontano dai loro occhi e dalle loro mani e non farci vedere mentre utilizziamo tutte le sostanze potenzialmente pericolose.
Se nonostante tutte le precauzioni prese, purtroppo il contatto è avvenuto, o anche è solo sospetto, non si deve perdere la calma; si deve valutare se il bambino presenta sonnolenza, irritabilità, movimenti anomali degli arti o disturbi dell’equilibrio, colorito della pelle pallido o eccessivamente arrossato, eccessiva lacrimazione o salivazione. In questo caso è necessario chiamare subito il 118 per far portare il bambino al pronto soccorso più vicino. Nel caso in cui il bambino non manifesti alcun disturbo, non possiamo escludere l’intossicazione perché alcuni farmaci hanno un periodo di latenza prima di manifestare i loro effetti; in questo caso è comunque necessario identificare la sostanza implicata, cercare di calcolare almeno approssimativamente la dose potenzialmente assunta, quanto tempo potrebbe essere passato dal contatto e chiamare il Centro antiveleni. Questi sono nove strutture sparse sul territorio nazionale che rispondono telefonicamente 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 a privati e operatori sanitari e forniscono indicazioni sulla tossicità di molteplici sostanze e sui provvedimenti da prendere. È importante sapere che per alcuni farmaci anche solo una compressa può determinare gravi intossicazioni in un bambino: nel caso, anche solo sospetto, di ingestione di farmaci contenenti antistaminici, antidepressivi, calcioantagonisti o betabloccanti è necessario far valutare quanto prima il bambino ai medici del il pronto soccorso più vicino.(d.p.)
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