Il piano di emergenza è da aggiornare

Il sindaco convoca per domani una riunione con le associazioni di volontariato che chiedono maggiore coinvolgimento
GIULIANOVA. Da quando il piano comunale di emergenza di protezione civile è stato approvato in consiglio comunale (provvedimento numero 60 dell’8 ottobre 2012) tutto è rimasto come prima. Nel senso che il provvedimento, diretta emanazione del decreto legislativo numero 112 del 31 marzo 1998, è finito in fondo ad un cassetto senza alcuna speranza di essere riesumato. Mai una esercitazione, nessun coinvolgimento della popolazione e segnaletica assente. Tutto fermo. Del resto, la presenza nell’organigramma dell’ex dirigente Andrea Sisino, in servizio da tempo all’Ambito sociale Tordino, è segno eloquente di trascuratezza. Nemmeno i 7.000 euro per la cartellonistica e i segnali indicatori sono stati mai stanziati nonostante gli impegni a suo tempo assunti. I recenti eventi tellurici che hanno purtroppo interessato in maniera diretta la nostra provincia hanno acceso nuovamente i riflettori su un settore di vitale importanza per i cittadini. Il sindaco Mastromauro, sollecitato anche dall’assessore competente Fabio Ruffini e dopo la discussione avuta in maggioranza la scorsa settimana, ha convocato per domani alle 17.30 una riunione plenaria per l’aggiornamento appunto del Piano comunale di emergenza. In un primo momento la riunione era stata fissata per lunedì 14 novembre, ma poi è stata anticipata forse per la fretta di avviare il processo di revisione, non più dilazionabile visti i tempi ed i fatti che hanno interessato tutto il centro Italia.
All’appuntamento sono state invitate le associazioni di volontariato (Croce rossa e Protezione civile), il comandante della polizia municipale Roberto Iustini, l’assessore Fabio Ruffini e tutti i consiglieri di maggioranza. Secondo alcuni il primo piano approvato nell’ottobre del 2012 sarebbe lacunoso e da rivedere in alcuni parti, soprattutto per ciò che concerne i punti di ritrovo ed ammassamento della popolazione in caso di necessità. Tra l’altro da diverse parti si chiede, senza alcuna polemica, il totale coinvolgimento della Croce rossa e della Protezione civile in ordine alle scelte strategiche da inserire all’interno del piano stesso. Del resto, in caso di necessità, le associazioni di volontariato sarebbero le prime a dover dare indicazioni e soccorrere la popolazione ed i più deboli. Insomma, una più stretta collaborazione tra i vari soggetti potrebbe portare a lusinghieri risultati. Sembra però che all’interno della maggioranza ci siano posizioni pro e contro l’aggiornamento in chiave funzionale del piano e dunque nulla appare scontato.
Alfonso Aloisi
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