Il piano per lo stadio va oggi in consiglio Si annuncia battaglia

L’opposizione cerca una linea unitaria contro il Pef di Iachini Polemico anche il coordinamento dei comitati di quartiere
TERAMO. Approda oggi in consiglio comunale, fra mugugni e polemiche, il piano economico finanziario presentato dalla Soleila, la società dell'imprenditore Franco Iachini che gestisce lo stadio Bonolis.
Il Pef contempla investimenti per quasi 10 milioni di euro sull'impianto, con la realizzazione di uffici, attività di ristorazione, poliambulatorio medico e centro benessere, ma anche campi da paddle nell'area esterna. La concessione dello stadio verrebbe prolungata al 2080 e il costo per la società calcistica del Teramo per l'uso del campo passerebbe dagli attuali 120mila euro all'anno a 80mila. Uno sconto che taglia, però, alcuni servizi: sarebbe escluso infatti l'uso dei magazzini, della lavanderia e degli uffici. Il gestore, stando a quanto previsto nella documentazione, si impegna a stanziare 400mila euro per iniziative sociali a favore del territorio. Il Pef nei giorni scorsi è stato presentato dallo stesso Iachini ai capigruppo e consiglieri comunali dopo che dall'opposizione erano piovute polemiche su un incontro extra istituzionale fra l'imprenditore, il sindaco Gianguido D'Alberto ed esponenti della maggioranza con al centro proprio il piano che oggi verrà discusso. Le delucidazioni fornite dall'imprenditore, però, continuano a non convincere la minoranza che oggi in consiglio promette battaglia. L'opposizione nelle ultime ore ha lavorato sulle carte, provando a intavolare una linea comune che potrebbe sfociare nell'abbandono dell'aula al momento del voto o votare "no" al piano. Il 2080 è il dato che più crea scompiglio, ma non è il solo: ci sono i tempi stretti per la valutazione dei documenti, l'assenza di pareri dell'Anac e dell'avvocatura, le eccessive concessioni al privato a discapito del pubblico. Almeno questa è la prospettiva dell'opposizione. Ma a non condividere i contenuti del Pef è anche il coordinamento dei comitati di quartiere che in una nota ha espresso contrarietà e dubbi sul progetto contestandone in primis la mancata condivisione con la città. «Un tema quello dello stadio che vede ancora irrisolto l’area del vecchio impianto presente all’interno delle mura della città storica, su cui a distanza di anni nulla si è fatto, non può che destare preoccupazione al presente coordinamento, che ravvisa analogie con quanto si è consumato nell’ultimo cinquantennio sulla tematica dell’abbandono dell’edilizia sanitaria», si legge nel comunicato del coordinamento che dice “no” a «una accentuazione dello squilibrio territoriale della città di Teramo e a un project financing che ipoteca la gestione di ampie aree per oltre 50 anni, a danno delle attuali e future generazioni».
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