Il pm chiede il processo per il carabiniere

Tortoreto, accusato di favoreggiamento in un’inchiesta per droga. Tra gli indagati anche un poliziotto e 7 albanesi
TORTORETO. Dopo un’indagine durata oltre un anno basata essenzialmente su intercettazioni e pedinamenti, la Procura mette un primo punto fermo nella maxi inchiesta per droga che vede un carabiniere e un poliziotto indagati con otto cittadini albanesi.
Nei giorni scorsi, infatti, il pm Davide Rosati ha chiesto il rinvio a giudizio per il 53enne appuntato Daniel De Ninis, all’epoca dei fatti in servizio alla stazione di Tortoreto, successivamente sospeso, e il poliziotto Alessandro Marzullo, 40 anni, di Tortoreto, all’epoca dei fatti in servizio fuori regione. Pesanti le accuse (tutte da dimostrare nel corso di un eventuale dibattimento) che per De Ninis vanno dalla rivelazione dei segreti d’ufficio al favoreggiamento personale alla ricettazione di mobili risultati rubati .
Il militare, inoltre, in concorso con la moglie Alessandra Petrini è accusato anche di aver violato alcune normative che riguardano la detenzione di armi. Scrive il pm nella richiesta di rinvio riferendosi a De Ninis: «con un’unica condotta comportante la violazione delle diverse norme di legge indicate, nella sua qualità di pubblico ufficiale, violando i doveri inerenti alle funzioni o al servizio o, comunque, abusando della sua qualità di appartenente all’arma dei carabinieri, rivelava notizie d’ufficio, le quali dovevano rimanere segrete, o ne agevolava in qualsiasi modo la conoscenza, avvisando Elvis Szulc (altro indagato ndr) della necessità impellente di occultare la mobilia provento di furto». Al carabiniere il pm contesta, in concorso con altri, anche l’accusa di traffico e detenzione di droga (articolo 73 del Dpr 309/90) per un episodio legato a 100 grammi di cocaina.
Per Marzullo la Procura ipotizza, in concorso con altri due indagati, il traffico e la detenzione di 40 chili di marijuana. «Szule e Lorenc Bekridheli (un altro indagato ndr)», scrive a questo proposito il pm nella richiesta di rinvio, «illegalmente detenevano, alfine di cederla a terzi, un quantitativo di sostanza stupefacente del tipo marijuana quantificata in kg 40. In particolare Szulc e Bekridheli procuravano la predetta sostanza stupefacente che consegnavano a Alessandro Marzullo, il quale la custodiva presso la propria abitazione sita in Tortoreto restituendola dopo circa una settimana ai prevenuti, mantenendo per sè kg 2 della predetta marijuana quale compenso per l’attività di custodia svolta. Con l’aggravante per Marzullo di aver commesso i fatti con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione in quanto appartenente alla polizia». Sulla sua vicenda De Ninis ha presentato un esposto al Csm e una denuncia nei confronti dei militari che hanno indagato.
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