Il pm: il recupero dell’Eliana non serve

26 Settembre 2017

Naufragio a Giulianova, per sostenere la società nelle spese era stata proposta anche una colletta

GIULIANOVA. In questi mesi il recupero del relitto del peschereccio Eliana, dopo il naufragio con i due marittimi morti, è diventato un caso.
Soprattutto per il costo dell’operazione che, dopo i vari tentativi fatti dai vigili del fuoco e non andati a buon fine, sarebbe ricaduto sulla società armatrice. Ma la Procura (il pm Laura Colica è il titolare del fascicolo), nel corso di un recente incontro, ha fatto sapere che ai fini dell’inchiesta sul naufragio il recupero può anche non essere eseguito. Anche se ha evidenziato che sarà la Capitaneria di porto a stabilire se sussistano esigenze diverse dal punto di vista della sicurezza e della tutela dell’ambiente.
Il relitto è stato individuato a circa tre miglia dalla costa giuliese in direzione nord-est rispetto al porto di Giulianova, proprio a ridosso di un allevamento di cozze.
In più occasioni i vigili del fuoco hanno provato a recuperarlo cercando di farlo riemergere con i palloni di sollevamento, ma l’operazione non è riuscita. Il peschereccio, riempitosi di sabbia, fango ed acqua, è risultato troppo pesante anche per via della rete da pesca adagiata sotto la poppa nella zona dell’elica.
Dopo i vari tentativi dei vigili del fuoco, l’operazione di recupero era finita a carico della società armatrice che avrebbe dovuto farsi carico dell’elevato costo di quasi 45mila euro. E proprio per venire incontro alla società armatrice era stata ventilata l’ipotesi di fare una colletta per sostenere i costi. Fino alla riunione di qualche giorno fa che ha messo un punto fermo nella vicenda del recupero.
Intanto a due mesi da quella giornata drammatica c’è il sospetto che il naufragio sia stato causato non solo dal maltempo, ma anche dal fatto che l’imbarcazione non sarebbe riuscita a ritirare le reti calate per la pesca a strascico, forse perché impigliate, e questo avrebbe reso quasi impossibile manovrare l’imbarcazione. È un’ipotesi che è stata presa in seria considerazione negli ambienti della marineria giuliese nei giorni successivi alla tragedia ma che per essere confermata necessita di un’attenta ispezione del relitto ora adagiato sul fondale.(d.p.)
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