Il pm: «Petrella, il paziente si poteva salvare»

Nelle carte della Procura spunta la consulenza medico legale sulla morte del 68enne di Caserta
TERAMO. «La condotta doverosa non realizzata (consigliare di contattare il medico curante e/o il 118) poteva certamente differire in maniera significativa il verificarsi del decesso»: è un passaggio della consulenza medico legale disposta dalla Procura di Catanzaro e che la stessa ha allegato alla richiesta di arresto per Roberto Petrella, il medico teramano no vax finito ai domiciliari con l’accusa di omicidio colposo. Secondo l’accusa della Procura calabrese le terapie consigliate telefonicamente a un suo paziente di Caserta avrebbero causato la morte dell’uomo stroncato da un infarto.
Per Petrella, che mercoledì mattina si è difeso per tre ore davanti al giudice nel corso dell’interrogatorio di garanzia per rogatoria respingendo tutte le accuse, nelle prossime ore è atteso il pronunciamento del gip di Catanzaro (che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare) sul mantenimento della misura. Per il momento il suo difensore, l’avvocato Tommaso Navarra, non ha presentato richieste di sostituzione della misura. Anche perché c’è un ulteriore passaggio tecnico da attendere: il giudice di Catanzaro nell’emettere l’ordinanza si è dichiarato territorialmente incompetente in considerazione del fatto che, ritiene l’autorità giudiziaria, la presunta condotta omissiva del medico sarebbe avvenuta a Teramo con le telefonate intercorse tra Petrella e la moglie del paziente poi deceduto nella sua abitazione di Caserta. Quindi ora la Procura di Catanzaro invierà gli atti alla Procura teramana che dovrà chiedere una nuova misura al gip del tribunale teramano. La vicenda è emersa nell'ambito di un'altra inchiesta, partita mesi fa e ancora in corso, che la magistratura di Catanzaro ha avviato sulle posizioni no vax del medico, destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione dall’Ordine dei medici. Da quel filone principale, tramite le intercettazioni telefoniche, è scaturito lo stralcio sulla morte di Gennaro S., camionista casertano di 68 anni, con numerosi problemi di salute, che dal 2020 era in cura da Petrella. L’uomo e la compagna, come da questa riferito agli investigatori, avevano visto su Facebook diversi video del medico e l'avevano contattato per un consulto. Da quel momento il camionista ne era diventato un paziente.(d.p.)
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