Il polo scolastico all’Acquaviva si farà

Lo dà per certo l’ex sindaco Brucchi, che rivendica il lavoro svolto: «La programmazione sulle scuole c’è eccome»
TERAMO. «I soldi per il nuovo polo scolastico previsto all’Acquaviva, dietro la D’Alessandro, arriveranno. L’annuncio ufficiale lo darà il commissario alla ricostruzione Paola De Micheli com’è giusto che sia, ma ho ricevuto assicurazioni in questo senso. E quanto alla programmazione sull’edilizia scolastica fatta dalla mia amministrazione, vi spiego punto per punto perché c’è e perché negare che ci sia è qualcosa che viene detto solo strumentalmente, a fini elettorali».
L’ex sindaco Maurizio Brucchi non ci sta. Sulle scuole, dopo il terremoto, si è speso molto e – di fronte agli interventi polemici sulla presunta assenza di progettualità fatti da diversi ex consiglieri di opposizione dopo l’annuncio del commissario Luigi Pizzi dell’arrivo di oltre due milioni dal ministero dell’Istruzione – ha voluto rivendicare la bontà del proprio operato.
Brucchi dice: «Primo, questo Comune è uno dei pochi che ha le verifiche sismiche di tutti gli edifici. Ci avremo messo tempo, ma – tardi o non tardi – l’ente ha tutti gli elementi per poter decidere le scuole che possono restare tali e quelle che devono essere abbattute. Perdipiù, è uno dei pochi che ha firmato con il Cnr una convenzione secondo cui, oltre a validare gli indici di vulnerabilità sismica come prevede la norma, i tecnici del Cnr rimettono per ogni edificio una relazione sugli edifici che si possono o non si possono adeguare. Da qui a qualche tempo sarà lo stesso Cnr a dirci quelli che devono essere abbattuti. Questo è il primo elemento fondamentale di programmazione che l’amministrazione Brucchi ha messo in campo e che c'è. Era un obbligo di legge? È vero, ma ci sono Comuni come Ascoli che ancora non ce l'hanno».
Secondo punto, consequenziale al primo: «Partecipando al bando Miur che aveva come presupposto basilare la verifica sismica di ogni edificio, il Comune», dice Brucchi, «ha avuto i fondi per gli adeguamenti. La discrasia lamentata dall’ex consigliera Paola Cardelli tra i fondi messi nel documento di programmazione del Comune e quelli arrivati? Quello che stava nel Dup era una richiesta, ciò che arriva è quanto il Miur decide di darti in base alle domande che sono state fatte. Comunque sono arrivati dei soldi, e anche importanti: 2,3 milioni non mi sembra siano bruscolini».
Punto terzo, la programmazione dei poli scolastici. «C’è», dice l’ex sindaco, «e prevede che a Teramo nascano due poli da circa mille posti ognuno in due zone vicine, ma una al di fuori del centro (D’Alessandro) e una dentro (ex stadio). Quest’ultimo è una realtà, basta che si facciano alcuni atti formali e una variante urbanistica. Al riguardo chiederò un appuntamento al commissario Pizzi per sottolineare l'importanza di questo intervento, il tempo stringe. Il polo nell’ex stadio si può avvalere di 2,5 milioni che possono essere presi dal Bando delle periferie, più 5 milioni messi a disposizione per l’adeguamento della Savini. Questi soldi, insieme ai 5 milioni della San Giuseppe, per la cui ristrutturazione gli uffici stanno facendo il progetto esecutivo, servono a fare 500 posti più 500. Riporteremmo mille ragazzi in centro storico. E poi sarà realtà il polo scolastico alla D'Alessandro, finanziato con circa 5 milioni. Avrà circa 800 ragazzi complessivamente, 500 il primo lotto. E ribadisco che non saranno Musp, ma una scuola definitiva. A tutto questo», aggiunge Brucchi, «si aggiungono altri interventi su scuole da adeguare come la Risorgimento, la De Jacobis, l’asilo Pinocchio, Piano della Lente e Villa Vomano».
Ma le progettazioni? Il commissario Pizzi non ha nascosto che gli uffici sono in sofferenza. «I progetti li sta facendo internamente l'ufficio tecnico per abbreviare i tempi rispetto a una gara, avvalendosi di collaborazioni esterne. Sì, è vero, sono in sofferenza. Ma l’anno scorso sono anche arrivati 4 tecnici che si occupano delle pratiche e sono stati riconfermati per il 2018».
Conclusione di Brucchi: «La programmazione c'è eccome, ora ci sono anche le risorse. E se avessi potuto continuare la mia attività avrei completato, in un anno e mezzo, tutta una serie di cose sulle scuole».
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