Il pontile per l’idrovolante resterà inutilizzato fino al 2018

2 Dicembre 2016

L’attracco, che adesso è interdetto al pubblico, venne realizzato tre anni fa con fondi europei Per questo motivo adesso non può essere usato per scopi diversi da quello per cui fu creato

GIULIANOVA. Il pontile di attracco dell’idrovolante dovrà rimanere inutilizzato, praticamente a marcire, fino al 2018. Il manufatto fu a suo tempo realizzato dalla Provincia di Teramo nell’ambito del progetto transfrontaliero “Adri-Seaplanes” di cui si iniziò a parlare nel dicembre del 2010.

L’allora consigliere regionale Claudio Ruffini, subito dopo il volo inaugurale del 1° luglio 2013, presentò una interrogazione al presidente Gianni Chiodi per conoscere gli sviluppi futuri del collegamento aereo tra il porto di Giulianova e quelli di Pula (Croazia), Valona (Albania) e Corfù (Grecia). Il secondo quesito di Ruffini riguardava la destinazione delle infrastrutture realizzate in caso di mancata attivazione del servizio. Una interrogazione premonitrice giacchè il pontile, all’interno del bacino portuale giuliese ed utilizzato per il solo volo inaugurale, è andato praticamente in disuso. C’è stato anche un interessamento della capitaneria di porto per la mancata manutenzione dell’imbarcadero fonte di potenziale pericolo. Spesso, d’estate, prima di essere interdetto al pubblico, è stato utilizzato da giovani per effettuare tuffi, cosa tra l’altro vietatissima dal codice della navigazione.

Il presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, avrebbe voluto destinare quel pontile all’Ente Porto per un utilizzo diverso dello stesso anche da parte di qualche associazione no profit. Al riguardo è stata interessata la Regione, ma pare che quel pontile debba rimanere tale almeno per qualche anno ancora, pare fino al 2018. La ragione risiederebbe nel fatto che il progetto è stato finanziato con fondi europei e, quindi, deve necessariamente conservare la destinazione iniziale per la quale sono stati erogati i contributi. Come si disse allora, il progetto, fu sostenuto dal comitato di sorveglianza del programma comunitario di cooperazione transfrontaliera. L’importo complessivo era previsto in 2 milioni di euro, dei quali 575mila destinati alle attività realizzate direttamente dalla provincia di Teramo.

Il cronoprogramma da rispettare per la realizzazione doveva chiudersi nei 24 mesi dall’approvazione. Ma, com’è noto, il progetto è naufragato tra le polemiche. All’epoca le dichiarazioni delle concrete possibilità di incremento turistico fornite dal nuovo servizio furono tante, ma le profezie sono state smentite dai fatti.

Alfonso Aloisi

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