Il precedente dell’albanese carbonizzato

Nel 2008 il cadavere venne ritrovato nelle campagne di Acquaviva, tre i connazionali arrestati
TERAMO. Per quel delitto vennero arrestati tre albanesi tutti accusati di aver ucciso e bruciato il connazionale Petrit Keci, 30 anni. Il corpo venne trovato nel 2008 nelle campagne di Acquaviva Picena. Keci scomparve il 19 gennaio e fu ritrovato morto, con il corpo in parte carbonizzato, dopo essere stato freddato con sei colpi di pistola nelle campagne dell’Ascolano. Secondo la ricostruzione fatta all’epoca dai carabinieri Keci cercava di inserirsi nella gestione del traffico di prostitute lungo la Bonifica del Tronto, la strada che divide le province di Ascoli e Teramo. E' questo molto probabilmente fu il movente dell'omicidio. A finire in carcere tre fratelli tutti facenti parte della malavita albanese che da circa tre anni gravitavano a San Benedetto del Tronto, dove sfruttavano una decina di prostitute lungo la Bonifica. Keci, secondo gli investigatori, sarebbe stato punito per aver tentato di sostituirsi a loro nella “gestione” di almeno una delle ragazze. Secondo i carabinieri la sua esecuzione, avvenuta attraverso un violento pestaggio, sei colpi di pistola alla testa e il cadavere bruciato, doveva essere anche un messaggio a altri malviventi della zona.
Le indagini, all’epoca coordinate dal sostituto procuratore di Ascoli Carmine Pirozzoli, partirono dalla denuncia della scomparsa di Keci il 19 gennaio e dalla parziale descrizione delle persone a bordo dell'auto sulla quale un connazionale lo vide salire. Il 25 gennaio venne ritrovato il cadavere e dopo i primi accertamenti (esame dei tabulati telefonici, perquisizioni, audizione testi) fu emessa una prima ordinanza di custodia a carico di due albanesi.
Pensando che si trovassero all'estero, in Spagna, nei confronti dei due il pm Pirozzoli emise un mandato di arresto europeo, il primo nelle Marche dall'entrata in vigore della legge. Uno dei due si consegnò ai carabinieri di San Benedetto del Tronto il 30 gennaio, l'altro venne arrestato l'8 febbraio in Spagna, ad Aldea, e successivamente estradato. Nel frattempo era stato arrestato, il 4 febbraio anche il terzo mentre saliva su un treno che da Pisa lo avrebbe portato in Svizzera.
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