Il precedente: il ragazzo morto dissanguato dopo aver dato un pugno a una vetrata

Il vetro può essere più letale di una spada. Un caso simile, tramutatosi però in tragedia, è accaduto nella notte fra il 29 e il 30 luglio a San Vincenzo Valle Roveto nell’Aquilano. Erano le 2 di...
Il vetro può essere più letale di una spada. Un caso simile, tramutatosi però in tragedia, è accaduto nella notte fra il 29 e il 30 luglio a San Vincenzo Valle Roveto nell’Aquilano. Erano le 2 di notte quando al culmine di una lite Davide Santopietro, 26 anni (nella foto) ha sferrato un pugno contro la vetrata di una porta. Il vetro ha tagliato la mano destra e le vene del polso. Il giovane è morto dissanguato in quattro minuti. La tragedia è avvenuta nella casa di famiglia in viale Marconi, dove il giovane e i suoi parenti tornano in estate. Santopietro viveva a Guidonia Montecelio (Roma). Davide Santopietro e il fratello Andrea, di due anni più grande, avevano trascorso la serata in un bar. All’uscita un primo litigio, per banali motivi. La discussione è proseguita anche in casa, davanti alla nonna, Tonina Carnevale, 76 anni. Davide Santopietro ha sferrato un pugno contro la vetrata nell’abitazione. Nonna e fratello hanno cercato di tamponare la ferita e hanno chiamato un’ambulanza ma all’arrivo dei soccorsi per il 26enne non c’è nulla da fare.

