Il prefetto: sui migranti non c’è ancora allarme

Al momento sono 550 gli stranieri arrivati con gli sbarchi ma la maggior parte è intenzionata ad andare altrove. Degli ultimi arrivi nessuno è a Teramo città
TERAMO. «Quella dei migranti è un’emergenza e va gestita come tale, ma per quanto riguarda l’Abruzzo, e Teramo in particolare, la situazione non può certo definirsi preoccupante». Sono le parole del prefetto Valter Crudo su un tema caldo come quello dei continui sbarchi di migranti, un tema che suscita allarme nell’opinione pubblica, rinfocolato in questi giorni, a livello nazionale, dai fatti di Ventimiglia e dalle prese di posizione di alcuni esponenti politici, e a livello locale dalla polemica sollevata una settimana fa dal sindaco Maurizio Brucchi dopo l’arrivo di altri venti profughi provenienti dall’Africa del quale non era stato informato. «In quella circostanza a Teramo non sono arrivati migranti», precisa subito il prefetto, il quale fa sapere che sono stati dislocati in altri centri della provincia, ma quello a cui tiene in particolare è dare un’idea precisa dei numeri che riguardano la presenza dei profughi nel Teramano.
Innanzitutto, spiega il rappresentante del governo, le prefetture gestiscono l’attività di prima accoglienza; successivamente i migranti vengono ospitati in strutture di seconda accoglienza di cui si occupano i Comuni con il ministero dell’Interno. «Attualmente», fa sapere il prefetto, «ci sono in provincia 400 migranti in prima accoglienza e 150 in seconda accoglienza, di cui un centinaio a Teramo e 50 a Roseto». Dall’anno scorso sono arrivate nel Teramano circa 1100 persone, molte delle quali sono temporaneamente in Abruzzo per poi essere ospitati in strutture di seconda accoglienza in altre regioni italiane. Quando avvengono gli sbarchi, spiega ancora il prefetto, all’Abruzzo viene assegnato il 2,4% degli arrivi, a Teramo spetta l’accoglienza dello 0,8%. «Non sappiamo», aggiunge, se e quanti altri migranti arriveranno, ma al momento i numeri, pur non essendo trascurabili, non sono allarmanti». Una presenza limitata, dunque, che, fa sapere ancora il prefetto Crudo, non ha finora dato luogo a particolari problemi di ordine pubblico, anche perché, spiega, «queste persone sono soprattutto richiedenti asilo e quindi hanno tutto l’interesse ad ottenere il visto per poi andare altrove. La maggior parte dei migranti ha come meta il nord Europa: arrivano in Italia solo perché è il posto più vicino dove sbarcare». Il prefetto cita poi le positive esperienze di integrazione in alcuni centri – come Castelli e Torricella – dove i migranti vengono utilizzati in lavori utili alla comunità, con grande soddisfazione dei residenti, ma in futuro cosa potrà accadere? «Se dovessero aumentare gli arrivi in misura rilevante il problema si creerebbe», osserva, «ma non mi pare che la situazione, grazie anche agli accordi europei, possa evolversi in tal senso».
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