Il presidente del Braga «Parco della scienza? Soluzione da valutare»

Valente attende le verifiche tecniche sull’idoneità dei locali prima di accettare la sede. Saranno necessari dei lavori
TERAMO. «Il Braga ha diritto a una sede adeguata». I vertici dell'istituto musicale chiariscono la loro posizione sulla nuova sede sottolineando che questa «oltre ai presupposti del decoro e del rispetto della vigente normativa, esprima elementi tecnici quali spazi adeguati, attrezzati e insonorizzati». Non basta, dunque, aver individuato l’ex Parco della scienza come nuova sede: prima di considerare risolta la questione serve il vaglio tecnico della proposta del sindaco Maurizio Brucchi. «Non vogliamo fare polemica né tanto meno accampare pretese», dice il presidente dell’istituto musicale Braga Sergio Quirino Valente, «ma c’e un dato di fatto: il nostro è un istituto statale in cui si fa musica e deve avere soluzioni consone al proprio fabbisogno». Questa è la premessa da cui traggono origine tutte le considerazioni successive: a cominciare dal giudizio sulla collocazione nell’ex Parco della scienza. «Può essere interessante», chiarisce Valente, «ma ne parliamo da pochi giorni e va sottoposta alle verifiche da parte dei tecnici». Sulla scelta peserà anche il parere del direttore Federico Paci che, subito dopo l'annuncio da parte del sindaco, si era detto contrario alla soluzione prospettata, per mancanza di un numero sufficiente di aule di spazi dotati di un’acustica adeguata. «Non la buttiamo alle ortiche, ma dovremo ancora valutarla insieme», fa notare Valente, «ci saranno spese da affrontare, siamo in fase di cognizione». Si tratta insomma di capire quanto costeranno i lavori necessari nell'ex parco della scienza e chi pagherà. Valente per ora non ha risposte, sottolinea che Brucchi «è stato molto gentile», ma aggiunge: «Se ci fossero spazi ancora più idonei, ben vengano». Dopo l'abbandono dell'ex convento di piazza Verdi, risultato inagibile, l'istituto «è stato costretto a elemosinare un sito cittadino, ottenendo nulla e vagando in luoghi non consoni alla funzione e al rango». Il problema, dunque, va affrontato e risolto in tempi brevi per garantire la regolare ripresa delle attività didattiche dopo la pausa estiva. «Dobbiamo rispondere ai criteri indicati dal ministero», conclude Valente, «entro il 1° settembre ci vuole una sede nostra».
Gennaro Della Monica
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