Il primo giorno di Scienze gastronomiche

6 Ottobre 2020

Il nuovo corso di laurea tenuto a battesimo dagli chef Tinari (Guardiagrele) e Capretta (Alba Adriatica)

TERAMO. Peppino Tinari del ristorante Villa Maiella di Guardiagrele e Massimiliano Capretta del ristorante Arca di Alba Adriatica hanno tenuto a battesimo il nuovo corso di laurea dell’Università di Teramo in Scienze e culture gastronomiche per la sostenibilità. Ieri mattina l’aula in cui si è tenuto l’incontro che ha presentato il corso era piena di studenti. Il corso ha attirato non solo i diplomati negli istituti alberghieri, ma anche operatore nelle imprese agroalimentari. Ad accogliere gli studenti, il rettore Dino Mastrocola, il preside di Bioscienze Enrico Dainese e la coordinatrice del corso Maria Angela Perito. Conclusioni affidate a Mauro Serafini, docente di Nutrizione umana della facoltà di Bioscienze.
«Il nuovo corso di laurea sarà una contaminazione tra scienza ed esperienza», ha annunciato il rettore, «un binomio imprescindibile per garantire una formazione di alto livello, immediatamente spendibile. La presenza degli chef, i primi di una lunga serie tra i professionisti che animeranno il nuovo corso di laurea, garantisce la continua sintesi tra valore scientifico e valore sensoriale nel vasto e variegato campo della gastronomia. Il cibo non è solo un’esigenza primaria, ma è cultura, storia, tradizione e scienza». In questo primo anno, per cui le iscrizioni sono ancora aperte, si terranno corsi di base con alcune esercitazioni di laboratorio. Inoltre il rettore ieri ha siglato una convenzione con la “Renaia”, la rete nazionale degli istituti alberghieri e con l’ associazione cuochi: gli iscritti avranno una riduzione nel pagamento delle tasse e se hanno fatto un percorso professionale con specializzazioni sono previsti anche dei crediti.
Importanti le testimonianze agli studenti di Tinari e di Capretta. Tinari ha raccontato il suo percorso lavorativo, partito «dalla famiglia di osti», proseguito all’istituto alberghieri e al Cipriani a Venezia, per poi tornare a Guardiagrele e far crescere l’attività di famiglia. Una crescita avvenuta anche valorizzando i prodotti locali, da quelli alimentari alle attrezzature come le pentole in rame o le terracotte.
Capretta ha invece ricordato le sue origini “macrobiotiche” che poi si sono evolute in “biocucina mediterranea” con l’uso di materie prime biologiche e anche tecniche di cottura particolari. (a.f.)
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