Il proprietario dell’Oasi: serve un altro divieto di caccia

TORTORETO. «Senza un divieto di caccia, rischiamo che i fucili tornino a sparare intorno all'oasi naturalistica e alla zona fortemente abitata tra il lido e il centro storico». Questo il timore di...
TORTORETO. «Senza un divieto di caccia, rischiamo che i fucili tornino a sparare intorno all'oasi naturalistica e alla zona fortemente abitata tra il lido e il centro storico». Questo il timore di Paolo Priori, proprietario dell'oasi delle Fonti del Vascello di Tortoreto, che chiede al commissario prefettizio Francesco Tarricone di rinnovare la decisione presa dall'ex sindaco Alessandra Richi.
Nel 2014, infatti, il superamento della zona di rispetto venatorio delle fonti del fosso Vascello da parte dell'Ambito territoriale di caccia "Salinello", che di fatto aveva riaperto la zona alle doppiette, provocò un'ordinanza urgente di divieto di caccia della Richi, motivata con «rischi per la sicurezza delle persone, degli animali e delle cose: la zona è adiacente ad abitazioni e insediamenti privati, ma anche nelle immediate vicinanze di impianti sportivi molto frequentati e di un percorso ecologico e turistico legato all'importante sito archeologico delle Fonti del Vascello, regolarmente percorso da turisti e cittadini». L'Atc impugnò l'ordinanza al Tar con la convinzione che il sindaco non fosse competente in materia. «Il Tar non si è ancora espresso in merito, quindi, come nel 2015 la Richi fu costretta a rinnovare il divieto con un'ordinanza, anche quest'anno è necessario un atto del primo cittadino entro settembre, quando sarà riaperta la caccia. L'ordinanza è fondamentale: non c'è lo spazio necessario ai cacciatori per restare entro la distanza di sicurezza dai nuclei abitati. Poi ci sono i loro cani, che potrebbero sconfinare e mettere a repentaglio la vita degli animali che vivono liberi nell'oasi naturalistica. Anche il solo rumore degli spari può creare enormi problemi ai daini».
Luca Tomassoni
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