Il question time va deserto per la quarta volta di fila

29 Ottobre 2023

Teresa Ginoble e Di Giuseppe: «Le nostre interrogazioni vanno discusse non qui, ma nel consiglio ordinario». La presidente Recchiuti: «Si attaccano a formalismi»

ROSETO. Da una parte le ragioni della presidente del consiglio comunale Gabriella Recchiuti, dall’altra quelle dei consiglieri di opposizione Teresa Ginoble e Francesco Di Giuseppe, e il cosiddetto “question time”, una delle novità del nuovo regolamento del consiglio comunale approvato lo scorso 3 marzo, è andato deserto per la quarta volta in quattro mesi. Una situazione paradossale che, di fatto, fa apparire quasi inutile il question time, una seduta ogni mese (il giovedì dell’ultima settimana) dove “i consiglieri, associazioni regolarmente censite sul territorio, e anche cittadini ma tramite un consigliere, possono portare le interrogazioni a risposta immediata”, come si legge nel regolamento. Ed è proprio questo che fa desistere i consiglieri Ginoble e Di Giuseppe a presentarsi alle sedute per discutere le loro interrogazioni, due del consigliere di Fratelli d’Italia riguardanti i parcheggi a pagamento e il festival Roseto Opera Prima, e una della Ginoble sulla delega al sindaco per la salute pubblica.
«Le mie interrogazioni che, come specificato, sono a risposta orale», dice Di Giuseppe, «riguardano temi importanti per la città e dovrebbero essere discusse in consiglio comunale e non nel question time. Col nuovo regolamento inoltre, che sia io sia Ginoble reputiamo illegittimo, sono stati aboliti gli interventi preliminari in consiglio, e dunque portare all’attenzione dell’assemblea problematiche che riguardano la città risulta più difficile». Teresa Ginoble precisa che c’è stata più di una lettera e varie interlocuzioni per cercare di risolvere questa situazione. «Il nuovo regolamento parla chiaro», aggiunge Ginoble, «nel question time vanno solo le interrogazioni a risposta immediata, e non quelle a risposta orale. È diverso, e loro non lo vogliono capire. Dispiace perché sono argomenti importanti. Basta portare queste interrogazioni in consiglio comunale, e noi siamo disponibili a discuterle. Mi si contesta anche che l’interrogazione dovrebbe essere anche a risposta scritta, ma è solo facoltativa e non obbligatoria». La presidente del consiglio comunale Gabriella Recchiuti, però, scarica le responsabilità delle sedute deserte sui due consiglieri. «Viene contestata un’interpretazione della norma», spiega, «e io, come prevede il regolamento, ho consultato prima la segretaria comunale e poi anche i consiglieri in una conferenza dei capigruppo appositamente convocata: queste interrogazioni si possono prevedere per il question time. Cos’è più importante, trattare i temi per la nostra città o attaccarsi ai formalismi?».
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