Il questore De Simone: lavorare con lui era esaltante
TERAMO. Nell’aula magna dell’università erano davvero tanti i colleghi di Luigi Savina che hanno voluto essere presenti alla consegna dell’onorificenza.Fra questi, in prima fila, Enrico De Simone,...
TERAMO. Nell’aula magna dell’università erano davvero tanti i colleghi di Luigi Savina che hanno voluto essere presenti alla consegna dell’onorificenza.
Fra questi, in prima fila, Enrico De Simone, questore di Teramo che ha lavorato con lui a Pescara dal 1991 al 1993. «Era capo squadra mobile e io ero il suo vice», ricorda de Simone, «lui aveva già fatto le esperienze di Venezia e Palermo. Era impressionante per il ritmo nell'attività investigativa, per la tenacia nel non mollare, nell’andare avanti per ore in maniera instancabile. Era un periodo in cui non si dormiva, non si mangiava, era una macchina da guerra. Ricordo con l'omicidio Fabrizi lavoravamo con ritmi impressionanti. Stargli dietro non era facile. Era però un’esperienza esaltante e quando c'era il momento di scoraggiamento aveva la capacità di rilanciare, rimotivare i collaboratori».
De Simone apprezza di Luigi Savina la lucidità e il senso del dovere. «Ha una capacità di essere sempre presente e valutare oggettivamente quel che si sta facendo. Questo, unito alla capacità di non trascurare i minimi dettagli, rende la sua professionalità unica». L’esperienza lavorativa e umana con Luigi Savina ha lasciato il segno. «Le tante cose che ho imparato da lui me le sono ritrovate nella mia carriera», conferma il questore, «ho tratto un bagaglio culturale e professionale che mi sono portato ovunque. Savina ha stretto un legame non solo con me, ma con tutti i poliziotti che hanno lavorato con lui. E’ sempre presente, disposto ad aiutarti e a incoraggiarti. Non era uno che dice: “Armatevi e partite”. Lui dava sempre l'esempio per primo. Per questo motivo per lui il personale sarebbe andato in capo al mondo». (a.f.)

