Il racconto dei profughi alla Giornata della Memoria

29 Gennaio 2018

ISOLA. Nella Giornata della Memoria gli studenti delle scuole medie dell’ istituto Parrozzani di Isola-Colledara hanno accolto i migranti del centro di San Massimo di Isola del Gran Sasso nella...

ISOLA. Nella Giornata della Memoria gli studenti delle scuole medie dell’ istituto Parrozzani di Isola-Colledara hanno accolto i migranti del centro di San Massimo di Isola del Gran Sasso nella manifestazione dal titolo “ I ragazzi riflettono sulla Shoa” che si è svolta venerdì scorso nella palestra della scuola primaria. Una mattinata ricca di emozioni con la lettura di alcune pagine del diario di Anna Frank, con i racconti sulla Resistenza, ma soprattutto con le testimonianze dei ragazzi del centro di accoglienza con le loro storie di guerra, persecuzioni e viaggi di speranza. «Il mio viaggio per arrivare in Italia è durato tre anni, e con tanta paura», ha confidato con gli occhi pieni di commozione Ahsan, 19 anni dal Pakistan, «sono scappato dalla guerra e dalla povertà”. Tra gli studenti e i migranti si è realizzato uno scambio di culture, esperienze e amicizie. Una mattinata carica di significato che però è stata seguita dai gravi episodi delle scritte razziste a San Massimo che hanno colpito il centro, i suoi ospiti e gli operatori. «Questi episodi incresciosi stridono profondamente con quanto espresso dai gesti, dalle azioni e dai cuori degli alunni dell’Istituto che da qualche anno ho l’onore di dirigere», ha dichiarato la preside Giovanna Falconi. «I nostri ragazzi hanno chiesto con forza di celebrare il Giorno della Memoria e hanno accolto con applausi gli ospiti della comunità Salam ascoltando le loro testimonianze. E’ un grande dolore per me vedere che intorno a loro c’è una parte della società che è contro la solidarietà, l’inclusione, la tolleranza. Ma proprio dai ragazzi viene la speranza di un mondo che può essere migliore e la scuola lavora per educarli all’incontro e per far crescere in loro la capacità di accogliere le diversità. Ed essi sanno rispondere positivamente». (a.d.f.)
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