Il rebus della tesoreria comunale Brucchi chiede due pareri legali

L’aumento dei costi previsto dalla Tercas crea divergenze nella maggioranza e per ora resta sospeso Accettare la richiesta o rescindere la convenzione? Il sindaco chiede lumi a un avvocato e al ministero
TERAMO. La revisione del servizio di tesoreria del Comune resterà congelata almeno per le prossime 48 ore. È quanto stabilito ieri dall’amministrazione dopo la turbolenta seduta della commissione bilancio dedicata all’esame del provvedimento che in teoria dovrebbe approdare in consiglio giovedì prossimo. L’arrivo della delibera in aula è quanto mai ipotetico alla luce delle contestazioni e dei dubbi affiorati nel corso della riunione di ieri mattina.
Il nodo principale è l’aumento del tasso d’interesse sull’anticipazione di cassa applicato dalla Tercas, che storicamente gestisce la tesoreria dell’ente. La variazione dallo 0,19%, indicato nella convenzione in vigore fino a giugno dell’anno prossimo, all’1,78% prospettato dall’istituto di credito si tradurrebbe in un aggravio dei costi a carico dell’ente per circa 350mila euro annui. A sottolineare la maggiore spesa era stato già nei giorni scorsi Alfonso Di Sabatino Martina, fondatore del gruppo civico “Teramo soprattutto” che ha assunto una posizione critica all’interno della maggioranza. Il consigliere è tornato sulla questione anche durante la seduta di ieri evidenziando che il problema non è solo economico. «La norma prevede chiaramente», ha spiegato, «che la facoltà di recesso e modifica dalla convenzione vigente è concessa solo all'ente». Il fornitore del servizio, insomma, non può variare i termini dell'intesa di sua iniziativa. La questione però, stando a quanto riferito dal sindaco Maurizio Brucchi e dall'assessore alle finanze Eva Guardiani, entrambi presenti alla riunione, è più complessa.
La Popolare di Bari, che controlla la Tercas, potrebbe comunque citare in giudizio il Comune per farsi riconoscere un danno economico derivato da mutate condizioni economiche che non rendono più remunerativo il servizio alle condizioni sottoscritte a suo tempo. Da qui dunque è partita la trattativa, seguita direttamente da Brucchi, che dalla prima comunicazione da parte dell’istituto di credito risalente a settembre è sfociata nella proposta di delibera esaminata ieri in commissione. «Abbiamo fatto uno studio», dice Brucchi, «e in tutti gli altri Comuni italiani il tasso d'interesse è superiore al 2%». In alcuni casi si attesta al 3% o addirittura al 5%, per cui l’1,78% chiesto dalla Tercas sarebbe meno pesante per le casse dell’ente.
In alternativa si potrebbe rescindere la convenzione e indire una nuova gara, ma anche su questo ci sono perplessità. «Le gare per le tesorerie comunali ultimamente vanno deserte perché il servizio non è più appetibile», osserva Brucchi, «se dovessimo ricorrere a una trattativa privata il tasso sarebbe di sicuro più alto». Rimane comunque il fatto che, norme alla mano, solo l’ente può cambiare in corsa la convenzione per ricavarne condizioni migliori. Per dipanare la matassa Brucchi ha chiesto due pareri: uno all’avvocato Pietro Referza e l’altro al ministero delle Finanze. «Arriveranno entro domani», annuncia, «e venerdì riuniremo di nuovo la commissione per valutare il da farsi».
Gennaro Della Monica
©RIPRODUZIONE RISERVATA

