Il rettore: anche Bioscienze torna a Teramo

Piano di riorganizzazione, entro il 15 ottobre gli animali di Veterinaria da Chiareto a Piano d’Accio
TERAMO. Una conferenza stampa sui generis, quella organizzata dal rettore Luciano D’Amico, fra gli animali che vivono a Chiareto, nella sede di Veterinaria destinata a scomparire il 15 ottobre. Il rettore ha voluto rispondere così alle denunce e agli articoli in cui si insinuano spese fuori controllo per la Fondazione dell’università ma anche un utilizzo improprio delle professionalità della facoltà di veterinaria. Il rettore non fa riferimenti espliciti ma fa vedere i registri di entrata e uscita degli animali e precisa che i cavalli sono quelli utilizzati a livello agonistico dall’esercito, che alla fine vengono regalati a Veterinaria o sono quelli dati “in prestito” in cambio di seme per le inseminazioni artificiali.
Per rimanere in tema, D’Amico va avanti al galoppo nella riorganizzazione dell’ateneo. Dà la notizia che il senato accademico ha appena approvato all’unanimità in via definitiva un progetto di riorganizzazione che prevede il rientro a Coste Sant’Agostino della facoltà di bioscienze al più tardi ai primi mesi del 2015.
Di conseguenza lo “steccone” in basso ospiterà Scienze della comunicazione e Scienze politiche, quello in alto Giurisprudenza, Bioscienze e Veterinaria. «I laboratori saranno organizzati per aree omogenee, così eviteremo le duplicazioni nella strumentazione derivanti dalla suddivisione fra più sedi. E’ un progetto», dichiara D’Amico, « pensato più di un anno fa e ora reso possibile non sono con l’approvazione all’unanimità ma con l’entusiasmo dei colleghi del polo umanistico». Sotto allo “steccone” in basso sorgeranno i campi sportivi realizzati con i fondi ah hoc ottenuti da ministero, mentre in estate è prevista la chiusura del parcheggio centrale, che diventerà una zona verde dedicata agli studenti. «E anche il resto dei terreni attorno al campus possiamo attrezzarli a parco, mentre la parte superiore, se necessario, potrà diventare un’azienda didattico-sperimentale per Bioscienze», precisa il rettore. Ma passando all’altra sede superstite «dopo l’operazione mostruosa di razionalizzazione che ci ha visti partire da 9 sedi per arrivare a due», quella di Piano d’Accio, il rettore annuncia che è stato appena firmato il contratto di appalto per la realizzazione, entro il 15 ottobre, delle stanze di degenza dei grandi animali (una specie di stalle anche se con requisiti diversi). Alla fine la chiusura delle sedi di Veterinaria nell’ex Molinari e nell’ex Motorizzazione porterà un risparmio di 400mila euro all’anno di affitti non pagati, mentre quella della sede di Chiareto non si sa: è di proprietà dell’università e nel 2015 è attesa la valutazione del valore dello stabile e dei 10 ettari per la vendita.
Passando all’aspetto prettamente finanziario, D’Amico spiega di aver fatto 9 milioni 891mila euro di investimenti senza aver avuto un euro di finanziamenti e senza aver fatto debiti. Una gestione oculata, volta al risparmio che ha coinvolto anche la Fondazione: il costo della struttura è passato da 719mila euro del 2007 ai 425mila del 2012. «Certo, lasciando tutto così com’era non avremmo fatto attivare gli anticorpi interni, le gole profonde: ma noi siamo trasparenti e pubblicheremo tutti i documenti», conclude. (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

