Il rimpasto piace a Pd e 5 Stelle: «Ora al lavoro con più slancio»

La segreteria Dem: «Dobbiamo accelerare su cantieri, cura del territorio, lavoro e lotta alla povertà» Gli assessori esclusi tacciono, il gruppo Teramo Vive rimasto fuori dall’esecutivo espelle Raiola
TERAMO. Il rimpasto ha permesso al Partito democratico di ottenere un posto importante in giunta: Marco Di Marcantonio, infatti, si occuperà dei lavori pubblici, assessorato che fu di Giovanni Cavallari (oggi consigliere regionale). Un ruolo strategico e complesso alla luce della fase storica che la città, con i numerosi cantieri aperti e progetti in corso, sta vivendo. È il terzo incarico assegnato al Pd nel D’Alberto bis: il neo assessore affianca la vice sindaca Stefania Di Padova e il presidente del consiglio Alberto Melarangelo. Soddisfazione, ma soprattutto consapevolezza e senso di responsabilità, arriva dalla segreteria comunale del partito. «La composizione di una giunta è sempre un adempimento complesso», scrive la segretaria cittadina Pamela Roncone, «per questo, nell’augurare buon lavoro alla nuova giunta, ringraziamo il sindaco, le donne e gli uomini che hanno dato la propria disponibilità a ricoprire la carica di assessori e gli assessori uscenti per quanto fatto fin qui. Le sfide che abbiamo davanti a noi segneranno il destino di Teramo città e dell’intera provincia. Abbiamo bisogno di un rilancio forte e di un’accelerazione sui cantieri, sulla cura dell’intero territorio comunale, sulla lotta alle povertà, su nuove strategie occupazionali. Bisogna continuare con tenacia il confronto, anche acceso, con la Regione sul rilancio dell’offerta sanitaria pubblica e sul recupero dell’ex manicomio».
Il sindaco Gianguido D'Alberto nel rimpasto non ha toccato l'assessora 5 Stelle Pina Ciammariconi, in aderenza al progetto di campo largo sul quale a livello regionale e nazionale il Pd e il Movimento continuano a lavorare. Scelta che soddisfa i consiglieri regionali del M5S Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini e la coordinatrice provinciale Simona Astolfi, che commentano: «La scelta di mantenere la coerenza del perimetro politico con la quale la coalizione di Gianguido D’Alberto si è presentata agli elettori un anno fa è sicuramente segno di serietà e rispetto per un progetto che ha fatto da pioniere al Patto per l’Abruzzo ed ha ancora molte pagine di buona politica da scrivere. È nostro dovere proseguire con serietà e dedizione affinché questa amministrazione lavori con rinnovato slancio per ottenere i risultati che i cittadini si aspettano e che meritano».
Il rimpasto ha visto l'ingresso dei civici Graziella Cordone (In Comune per Te) e Miriam Tullii (Bella Teramo), con la defenestrazione di Valdo Di Bonaventura (Teramo Vive, gruppo ora senza referenti in giunta) e Ilaria De Sanctis (Insieme Possiamo): quest'ultima rimossa anche in forza delle fughe dal gruppo dei consiglieri Sara Falini e Andrea Core (entrati nel misto). Gli “esonerati” Di Bonaventura e De Sanctis ieri non hanno rilasciato dichiarazioni, mentre in Teramo Vive si è registrato subito uno scossone interno. Il consigliere Michele Raiola ha diffuso una nota in cui si dice «esterrefatto» per la sostituzione di Di Bonaventura e invoca un confronto interno «serio e duro», paventando anche «una divisione delle strade con chi non senta più la necessità di perseguire il percorso prefissato». Il capogruppo Simone Mistichelli, che aveva annunciato una conferenza stampa che si terrà oggi, ha reagito espellendo «con effetto immediato» il consigliere Raiola dal gruppo. Mistichelli accusa Raiola di aver diramato un comunicato «senza che ci fosse stata, preventivamente, condivisione con gli altri componenti di Teramo Vive» e chiarisce che la decisione di espellerlo è arrivata «con l’avallo del fondatore di Teramo Vive Valdo Di Bonaventura».
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