«Il Ruzzo rateizza la reperibilità»

19 Marzo 2019

Nuovo attacco di Berardini: non paga chi tutela la nostra acqua

TERAMO. Si apre un nuovo fronte nella guerra tra il Movimento 5 stelle e i vertici di Ruzzo Reti. Ad alimentare lo scontro è il parlamentare Fabio Berardini secondo cui la società acquedottistica «non paga chi dovrebbe tutelare la nostra acqua».
Il deputato definisce inaccettabile il fatto che il presidente del Ruzzo Alessia Cognitti «abbia stabilito di non corrispondere immediatamente ai dipendenti l’emolumento della reperibilità 2018 ma di dilazionarlo in due rate nelle busta paga di marzo 2019 agosto 2019». Il pagamento frazionato evidenzia, a detta del parlamentare, l’assoluta precarietà economica dell’azienda.
«Al posto di tutelare i dipendenti e pagare regolarmente gli emolumenti per la reperibilità a coloro che quotidianamente lavorano per tutelare la qualità della nostra acqua, in special modo coloro che fanno manutenzione sul territorio», afferma, «la Ruzzo Reti preferisce lanciare querele infondate nei confronti di consiglieri comunali di opposizione». Il riferimento è all’azione legale intentata da Cognitti nei confronti dei rappresentati del movimento in Comune, Pina Ciammariconi e l’ex candidato sindaco Cristiano Rocchetti che si è dimesso nei giorni scorsi dall’incarico, per loro pesanti affermazioni sulla gestione della società. «I sindacati, con verbale della delegazione trattante del 31 gennaio 2019, hanno richiesto più volte alla presidente un confronto per la definizione di un nuovo accordo sul servizio di reperibilità alla luce delle novità introdotte dal contratto collettivo», evidenzia Berardini, «per il momento, però, nulla è stato fatto». (g.d.m.)