Il Ruzzo: volevamo evitare la crisi idrica

Gran Sasso, la società spiega perché ha chiesto il dissequestro (negato dal giudice) di 90 litri al secondo
TERAMO. «La richiesta della Ruzzo Reti, che andava fatta per forza perché serviva di tutelare la popolazione di fronte ad una eventuale grave crisi idrica, è stata respinta perché quell'acqua, per la Procura, deve rimanere ferma finché non ci saranno i famosi lavori e non ci saranno delle novità, che certo non dipendono dalla Ruzzo Reti»: così, in una nota, la Ruzzo Reti spiega il perché dell’istanza presentata al tribunale, che l’ha respinta, per utilizzare temporaneamente la presa di captazione idrica nei laboratori di fisica nucleare, ovvero quella sequestrata nel settembre del 2018 e da cui deriva la conduttura che porta a scarico, quindi inutilizzati, 90 libri di acqua al secondo.
L’istanza di dissequestro, a cui il pm Davide Rosati ha dato parere contrario, è stata respinta dal giudice Francesco Ferretti che, ha scritto nell’ordinanza, «il pericolo concreto ed attuale di contaminazione delle falde acquifere è da ritenersi allo stato inalterato in assenza degli interventi di messa in sicurezza». Precisa la Ruzzo Reti riferendosi alla presentazione dell’istanza: «Avevamo il dovere di chiedere al tribunale il dissequestro dei nostri novanta litri di acqua al secondo perché dovevamo e dobbiamo sempre evitare l’insorgere di gravi problemi igienico-sanitari con riflessi negativi anche sull’economia dell’intero territorio provinciale e regionale. Eravamo in un periodo difficile, l'estate, e questa estate in cui, a causa delle scarse nevicate negli ultimi due anni e della scarsità di pioggia, tutto l'Abruzzo ha avuto gravissimi problemi tanto da arrivare a situazioni veramente drammatiche che, in provincia di Teramo, solo grazie alla struttura che si è data il Ruzzo e alla capacità di intervento e di diverse manovre, siamo riusciti ad evitare. Ma è chiaro che, prima che ci fossero problemi di emergenza, abbiamo dovuto, come già era avvenuto nel 2017, chiedere il dissequestro per tutelare soprattutto le zone di confine della rete e dunque i comuni di Sant'Egidio, Sant'Omero, Martinsicuro, Torano, Ancarano e Civitella del Tronto. Dunque, previa consultazione con Asl e prefettura, abbiamo chiesto il dissequestro temporaneo dei 90 litri al secondo delle acque che provengono dalle captazioni che sono all'interno dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, già oggetto, come è noto, di sequestro preventivo». E conclude: «Nonostante la documentazione specificasse che la nostra acqua delle captazioni dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso è qualitativamente perfetta e non è mai stata al di sotto dei parametri previsti ed è sempre stata perfetta – così come è perfetta qualitativamente, perché monitorata e costantemente controllata, l'acqua del Ruzzo che esce da qualsiasi rubinetto – la Procura ha ritenuto di non concederci di utilizzare, anche solo per un periodo di tempo, l'acqua stessa. Questo perché, da molto tempo, si è in attesa dei lavori che serviranno a garantire l'intera popolazione abruzzese, per i quali lavori è stato nominato addirittura un commissario».(d.p.)
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