Il Sappe: impuniti i detenuti che fanno danneggiamenti

31 Dicembre 2018

TERAMO. L’occasione per tornare ad affrontare il tema del sovraffollamento nel carcere teramano è la nota diffusa dal Sappe nazionale sui fatti di Trento (la rivolta dei detenuti avvenuta qualche...

TERAMO. L’occasione per tornare ad affrontare il tema del sovraffollamento nel carcere teramano è la nota diffusa dal Sappe nazionale sui fatti di Trento (la rivolta dei detenuti avvenuta qualche tempo fa).
Il segretario nazionale del sindacato degli agenti di polizia penitenziaria Donato Capece, nella nota, polemizza «per una mancata sanzione disciplinare ai cento detenuti coinvolti».
E proprio partendo da questo il segretario provinciale del Sappe Giuseppe Pallini torna a sollecitare interventi per il carcere di Castrogno sostenendo come anche a Teramo non ci siano stati provvedimenti per i detenuti che si rendono protagonisti di episodi di danneggiamento all’interno della struttura carceraria. «Qualche giorno fa», scrive Pallini, «un detenuto ha letteralmente divelto un lavandino dal cortile dell’area isolamento ed è rimasto impunito».
Nella nota Pallini torna a sottolineare come nel carcere di Castrogno l’organico degli agenti di polizia penitenziaria sia ridotto di circa 70 unità con pensionamenti mai sostituiti.
Attualmente nel penitenziario teramano i detenuti sono 390 a fronte di una capienza di 270. Scrive Pallini: «Su una pianta organica prevista di 216 agenti ne mancano all'appello 70 ai quali si aggiungeranno nel corso dell'anno altri 15 per pensionamento, su un personale che ad oggi conta 15.600 giornate di congedo ancora da usufruire». Pallini, inoltre, ricorda come in passato già più volte il caso Castrogno sia stato segnalato senza mai ottenere risposte. Di nessun genere.
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