Il segretario dimissionario Di Emidio attacca tutto il Pd

2 Settembre 2020

MONTORIO. Scricchiola il Pd all’indomani delle dimissioni del segretario di circolo Marcello Di Emidio, annunciate nel tardo pomeriggio di ieri. In tarda serata poi il lungo sfogo sulla sua pagina...

MONTORIO. Scricchiola il Pd all’indomani delle dimissioni del segretario di circolo Marcello Di Emidio, annunciate nel tardo pomeriggio di ieri. In tarda serata poi il lungo sfogo sulla sua pagina Facebook, per spiegare la sua decisione scaturita da «scelte imposte». Scelte che, secondo Di Emidio, avrebbero portato all’ennesima spaccatura nel partito e che non avrebbero permesso «una larga rappresentanza del Pd all’interno della lista». Di Emidio passa poi ad attaccare frontalmente il segretario regionale Michele Fina«molto propenso al litigio e alla divisione», quello provinciale Piergiorgio Possenti «che si è lasciato andare nel percorrere sentieri già tracciati» e la candidata sindaca Eleonora Magno «che ho fortemente voluto alla guida della lista, ma che ha disatteso il nostro progetto iniziale e che ha voluto che facessi un passo indietro nella candidatura per lasciare il posto ad un giovane». Infine, l’affondo al gruppo civico “Cicredo” «dai quali ci siamo fatti imporre tutto: numero dei candidati, veti sulle persone e stesura del programma». Dal canto suo, il segretario provinciale del partito Possenti parla di «questioni personalistiche e non politiche. Il partito funziona quando ha delle regole ed una sua gerarchia e non personalismi». Se per Possenti, che non vuole essere polemico, la scelta personale del segretario di circolo è «del tutto legittima», tuttavia non vede «motivazioni forti e pregnanti».
E in piena campagna elettorale la lista di centrosinistra “Montorio guarda avanti”, guidata dalla candidata sindaca Eleonora Magno, parla di manutenzione ordinaria, decoro e attenzione per le frazioni e le aree periferiche del paese «lasciate in totale abbandono negli ultimi due anni». Mentre la lista di centrodestra “Un’altra Montorio” capeggiata da Fabio Altitonante interviene con un secco no all’impianto Mo.Te nella zona industriale. «La Montorio che ho in mente», spiega, «attrarrà su quella superficie di ben 30 mila metri quadri un’azienda manifatturiera simbolo del made in Italy. Così si creeranno decine di posti di lavoro, a differenza di questi impianti automatizzati con soli sei addetti». E a sostegno della candidatura di Altitonante si schiera anche il gruppo consiliare “Montagne Unite” del comune di Crognaleto «per le sue competenze».
Catia Di Luigi
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