Il sindaco: «Allarme droga? Voglio vederci chiaro»

Roseto, dopo i festini con cocaina Di Girolamo pone il problema sulla sicurezza «Se si tratta di un fenomeno diffuso bisogna prendere dei provvedimenti»
ROSETO. Dopo gli ultimi fatti di cronaca a Roseto, dove è stato smascherato un giro di cocaina, pagata anche con prestazioni sessuali in un residence, torna d’attualità il problema sicurezza. Il sindaco Sabatino Di Girolamo vuole vederci chiaro. «È sicuramente un caso deprecabile. Vorrei capire però se si tratta di un episodio isolato oppure diffuso», dice il primo cittadino, «perché, nel secondo caso, bisognerà adottare dei provvedimenti». L’uso delle sostanze stupefacenti è sempre più diffuso tra i giovani ed è un fenomeno difficile da estirpare. Sotto la pineta centrale, in altri parchi e addirittura nelle vie interne, spesso capita di ritrovare siringhe usate, con gravi rischi per i cittadini. Il primo cittadino rosetano, per combattere questi fenomeni, è in continuo contatto con le varie forze dell’ordine. «Ci sono state riunioni del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica lo scorso anno», precisa il sindaco, «dove si è parlato molto di questi problemi. C’è una sinergia tra guardia di finanza, carabinieri e commissariato di polizia di Atri, chiesta da me al tavolo provinciale della sicurezza. Ne ho parlato con il comandante della guardia di finanza e con il commissario di atri dieci giorni fa. Ieri notte, per esempio, in piazza Dante, è passata una pattuglia dei carabinieri, quindi la città è controllata». In campagna elettorale l’attuale sindaco ha puntato molto sul tema sicurezza proponendo anche, oltre al rafforzamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine, anche un sistema di videosorveglianza nei punti più critici. «Voglio investire sulla videosorveglianza sia intercettando fondi esterni», spiega Di Girolamo, «in particolare quelli messi a disposizione dal decreto Minniti, sia mettendo a disposizione le nostre risorse, almeno per i punti più critici come la pineta centrale per esempio».
C’è chi afferma però, come Marco Borgatti, esponente della sinistra rosetana, che per combattere il problema droga non basta le videosorveglianza. «Anche se si dovessero mettere delle telecamere», dice Borgatti, «sarebbero insufficienti perché i tossicodipendenti andrebbero a distruggersi in altri luoghi non videosorvegliati. Un tossicodipendente perde la ragione e potrebbe alimentare la microcriminalità locale e, chi conosce le situazioni difficili di Roseto sa cosa hanno fatto i giovani con questi problemi . Per risolvere questa piaga servono politiche sociali per aiutare i rosetani dipendenti dalla droga, aiutarli ad uscire da questa situazione».
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