Il sindaco Brucchi: «È uno scippo»

14 Maggio 2017

Gatti: una punizione per il no deciso dal consiglio comunale

TERAMO. I dieci milioni di euro volano altrove e in Comune si grida allo scippo. Non usa mezzi termini il sindaco Maurizio Brucchi per esprimere la sua indignazione nei confronti della Regione che ha scelto di destinare ad altri territori il finanziamento accantonato nel Masterplan per il progetto della funivia bocciato dal consiglio. «E' un fatto di gravità inaudita, Teramo viene ancora una volta ignorata» attacca, «era già successo al momento della stesura del piano regionale in cui era stata del tutto esclusa la partecipazione del Comune». Brucchi ricorda che gli interventi inserti nel Masterplan gli furono annunciati dal referente teramano della Regione, il rettore Luciano D'Amico, sabato mattina per il lunedì successivo, quando le scelte sarebbero state ufficializzate. «Il consiglio, in applicazione delle regole democratiche, si è espresso ad ampia maggioranza ritenendo che la funivia non fosse una priorità», ricorda il primo cittadino, «e considerata l'emergenza dovuta al terremoto ha chiesto che il finanziamento fosse destinato alle scuole». Brucchi ricorda di aver sottoscritto un emendamento, che dava seguito al pronunciamento consiliare, insieme al presidente della Provincia Renzo Di Sabatino. «Ora lui, per un discorso di parte, bacchetta me e il consiglio, compreso il gruppo del Pd», insiste il sindaco, «e propone soluzioni alternative probabilmente per interessi elettorali». Il primo cittadino chiama a raccolta alleati e avversari. «Mentre noi discutiamo di questioni politiche, ci scippano un finanziamento importante», osserva, «mi aspetto una presa di posizione da parte della politica teramana: quei soldi devono restare sul nostro territorio». La decisione unilaterale della Regione, secondo Paolo Gatti, è «la conferma più clamorosa dell'andazzo che va avanti da tre anni e dell'idea curiosa dei rapporti istituzionali» applicata dal governatore Luciano D'Alfonso. «Si voleva imporre un'opera alla città, calandola dall'alto», rileva il consigliere regionale, «e nel momento in cui il consiglio comunale ha detto che non era quella l'urgenza è scattata la punizione».(g.d.m.)
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