Il sindaco contro i suoi operai «Impossibile contare su di loro»

24 Ottobre 2020

Il primo cittadino si sfoga con parole dure durante il consiglio comunale: «Il migliore c’ha la rogna» I sindacati lo attaccano: «Affermazioni inaccettabili, ora Di Girolamo chieda scusa pubblicamente»

ATRI. Il sindaco Sabatino Di Girolamo in consiglio comunale se la prende con gli operai comunali e scatena la protesta dei sindacati. Durante la seduta di giovedì pomeriggio con la discussione incentrata sul documento unico di programmazione, poi approvato, il primo cittadino parlando di manutenzione del territorio ha lodato il lavoro delle ditte esterne in merito alla pulizia dei lungomari sud e nord, ma subito dopo ha accusato i suoi operai. «Non possiamo chiedere troppo ai quei quattro operai che abbiamo noi», ha detto Di Girolamo in consiglio, «il migliore c’ha la rogna. Gli vai a chiedere un favore e non te lo possono fare. L’altra mattina uno di loro mi ha detto che non poteva sollevare un sacchetto dell’asfalto e io gli ho detto che glielo sollevavo io».
Ovviamente le affermazioni hanno scatenato le proteste dei sindacati. «Sono inaccettabili le affermazioni del primo cittadino nei confronti del personale del proprio ente«, dichiarano Andrea Salvi della Cisl, Pangrazio Cordone della Cgil e Alfiero Di Giammartino della Uil, «soprattutto perché il personale rimasto ha un’età piuttosto elevata e alcuni soffrono anche di gravi patologie. Il sindaco dovrebbe pensare ad assumere nuovi operai, a garantire la sicurezza sul lavoro e a fornire agli stessi operai gli strumenti necessari per svolgere al meglio le mansioni. Chiediamo anche le pubbliche scuse». Le dichiarazioni del sindaco, naturalmente, sollecitano anche le reazioni polemiche dei consiglieri di opposizione. Il consigliere Alessandro Recchiuti, è nipote di un ex operaio comunale. « È stata una frase infelice e irrispettosa per gli operai comunali e per l’intera città», afferma Recchiuti, «il sindaco è il capo della città, e questa sua affermazione dimostra che non ha l’autorevolezza necessaria per fare il sindaco». La consigliera Rosaria Ciancaione aggiunge che «a prescindere dal messaggio brutale che viene fuori da una tale affermazione dico che anche da questo si capisce che nel palazzo di città ormai è tutto alla deriva. Non c’è una squadra di governo e non c’è neppure la capacità di coinvolgere i dipendenti nel corretto e adeguato svolgimento delle attività e dei servizi dovuti alla nostra città. Davvero un fallimento su tutti i fronti». Angelo Marcone evidenzia come il sindaco abbia riconosciuto che la pubblica amministrazione deve esternalizzare il servizio di manutenzione. «Gli operai purtroppo sono pochi», sottolinea Marcone, «ma un sindaco non può permettersi di offendere in questo modo dei dipendenti del proprio ente. Una frase davvero inqualificabile». Interviene anche l’ex onorevole Tommaso Ginoble, sempre più distante da Di Girolamo. «Per chi come me viene da un’estrazione culturale e popolare», dice, «chi lavora merita sempre rispetto, soprattutto quando ne sono pochi».
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