Il sindaco D’Alberto: servono più risorse per intervenire presto

17 Agosto 2021

Il primo cittadino: «Potenziare subito mezzi e personale Ci vogliono pene giuste per chi compie dei gesti criminali»

TERAMO. L'emergenza di Ferragosto rimette al centro la necessità di investimenti utili a prevenire i disastri ma anche a fronteggiarli in modo tempestivo. Il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto torna a chiedere risorse: «La nostra regione nei periodi estivi vede il verificarsi di tali accadimenti con troppa frequenza, complice le temperature elevate e l’istinto criminale dei piromani. Come presidente Anci Abruzzo, come sindaco di Teramo, ritengo sia assolutamente necessario intervenire con una programmazione regionale, non più rinviabile, di interventi preventivi, volti al potenziamento dei mezzi e delle risorse a disposizione della Protezione civile e dei vigili del fuoco che con il loro lavoro encomiabile garantiscono sempre protezione e sicurezza, pur con carenza di disponibilità sia strumentali, sia finanziarie». E aggiunge: «Torno a ribadire che oggi l’obiettivo deve essere la tutela del nostro patrimonio ambientale che può essere raggiunto attraverso il potenziamento delle strutture preposte a far ciò, dotandole di quanto richiesto ed assolutamente necessario, nonché praticando un controllo attento che poi preveda una giusta pena per chi compie atti criminali che pongono a rischio anche vite umane».
È stato un Ferragosto di fuoco in città e in diverse zone limitrofe: una situazione di emergenza che domenica ha visto il contatto diretto e costante fra l'amministrazione comunale e la Protezione civile nazionale e che ieri ha portato a Teramo il direttore della Protezione civile regionale Mauro Casinghini per un sopralluogo. «Casinghini per tutta la mattina è rimasto in città per conoscere la situazione nonostante in Abruzzo ci siano tanti fronti emergenziali aperti: una presenza e un interessamento che dimostrano attenzione per il nostro territorio», ha commentato il vice sindaco di Teramo e assessore alla Protezione civile Giovanni Cavallari che ieri ha accompagnato Casinghini nelle aree più ferite. I roghi hanno devastato ettari di vegetazione soprattutto nella zona di Carapollo e Miano. La certezza del dolo, ad oggi, non c'è ma i dubbi non sono molti: «Carapollo è un'area che sistematicamente viene colpita: difficile pensare che non ci sia dietro la mano dell'uomo. Per ora sono in corso ancora attività di spegnimento a terra di piccoli focolai e non è possibile dire se si tratti di dolo, sarà la magistratura ad accertare ogni eventuale ipotesi» dice Cavallari che parla anche di imprudenza e di condizioni climatiche come concause dei roghi di Ferragosto. «Col caldo, vegetazione secca e vento, anche una cicca di sigaretta può scatenare un incendio: serve attenzione, servono buon senso e comportamenti civili», aggiunge il vice sindaco, «il pericolo è stato concreto anche per diverse abitazioni, soprattutto nella zona di Miano, Torricella e Canzano. C'è stato un grande lavoro di squadra che ha scongiurato il peggio: non posso che ringraziare quanti si sono impegnati per spegnere gli incendi e salvare case e vite. A partire dai vigili del fuoco e dal comandante provinciale, passando ai volontari della protezione civile giunti da diverse parti della nostra provincia ma anche da fuori. Prezioso il contributo delle forze dell'ordine, di Strada dei Parchi, degli operatori della 2iRete Gas. Ognuno ha fatto la sua parte in modo encomiabile in una giornata difficilissima», ha concluso Cavallari.
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