Il sindaco D’Angelo insiste: strade senza manutenzione

VALLE CASTELLANA. «Ho letto con vivo stupore le dichiarazioni del presidente della Provincia a proposito del masso caduto sulla strada provinciale 49». Continua la polemica del sindaco di Valle...
VALLE CASTELLANA. «Ho letto con vivo stupore le dichiarazioni del presidente della Provincia a proposito del masso caduto sulla strada provinciale 49». Continua la polemica del sindaco di Valle Castellana Camillo D’Angelo contro la Provincia, accusata di non curare la manutenzione delle strade, una polemica innescata dalla caduta dell’enorme, avvenuta martedì mattina, che ha bloccato per diverse ore la strada che raggiunge il paese, riaperta dopo alcune ore quando la Provincia ha fatto saltare il masso. Il presidente Renzo Di Sabatino aveva detto di non comprendere le critiche di D’Angelo, visto che la Provincia fa tutto il possibile con i pochi fondi che ha a disposizione. Il sindaco di Valle Castellana insiste e torna a parlare del’’assenza «di ogni minima manutenzione ordinaria delle numerose strade provinciali che insistono sul nostro territorio. Più volte, come amministratori, abbiamo sollecitato maggiore attenzione da parte della Provincia nei riguardi della nostra rete viaria, ricordando in particolare quanto sia strategica la provinciale 49 non solo per Valle Castellana, ma per tutto il comprensorio, visto che collega le provincie di Teramo ed Ascoli Piceno. Ci rendiamo perfettamente conto che la nostra viabilità presenta importanti fenomeni di dissesto idrogeologico, acuiti dalle ultime calamità naturali, ma proprio per questo, e per combattere lo spopolamento della nostra montagna, chiediamo interventi preventivi di manutenzione ordinaria per non dover poi fare i conti con lavori d’urgenza quando il danno si è verificato». D’Angelo conclude dicendo che lui e la sua amministrazione «continueranno a lavorare per il bene della propria collettività ed a chiedere, in ogni sede, i fondi e le risorse di cui la nostra comunità ha urgente bisogno» perché le strade «sono in condizioni da terzo mondo».

