Il sindaco D’Angelo: «L’emergenza sanitaria ha falsato il referendum»

Valle Castellana, i commenti al mancato raggiungimento del quorum Marsilio e Di Bonaventura promettono interventi per il paese
VALLE CASTELLANA. Valle Castellana, tra le polemiche del referendum in pieno coronavirus, è rimasta abruzzese. All’indomani del referendum per il passaggio del Comune alle Marche, che si è svolto domenica scorsa con il mancato raggiungimento del quorum del 50% + 1 (273 i votanti, di cui 237 per il sì, pari al 25,6% degli aventi diritto) l’aria che si respira nel piccolo comune è di polemica e di grande riflessione. La consultazione popolare in pieno coronavirus con mascherine e guanti nei seggi ha alimentato varie lamentele sul fatto che la paura del contagio abbia scoraggiato gli elettori a recarsi alle urne e quindi inficiato il risultato. Il sindaco Camillo D’Angelo aveva chiesto al prefetto di Teramo il rinvio del referendum per la situazione di emergenza sanitaria, ma il suo appello, anche per i tempi strettissimi, non è stato accolto.
Ed è lo stesso D’Angelo – che dichiara di aver votato per il sì – che definisce il risultato «falsato dall’emergenza sanitaria che non ha dato tranquillità ai cittadini». A dargli manforte è il Comitato per il sì: «Non sappiamo», sostiene il presidente Biagio Caponi, «se in una situazione normale l’esito sarebbe stato diverso. La popolazione è in maggioranza anziana e tante persone non sono venute per non mettere e rischio l’incolumità dei propri familiari. Stiamo valutando un ricorso sulla validità della consultazione, ma crediamo che i tanti sì hanno dimostrato che ci sono esigenze che non possono essere tralasciate». Un referendum che ha indotto a una profonda riflessione sul futuro di un territorio vasto e pieno di risorse che però si sente abbandonato dalle istituzioni regionali e provinciali. «È stata una consultazione che ha evidenziato il malessere dei cittadini», prosegue il sindaco, «mi rivolgo alle istituzioni sovracomunali chiedendo un’analisi su cosa non è stato fatto per il nostro territorio e su cosa si dovrà fare sperando di avere risposte e azioni concrete».
La stessa riflessione che si è posta anche il fronte del “no” costituito dai duecento cittadini delle frazioni più vicine a Teramo che hanno disertato le urne per far mancare il quorum. «Siamo soddisfatti del risultato», dice il portavoce Italo De Remigis, «ma se si è arrivati a questo referendum è perché la Regione, la Provincia e il Parco hanno abbandonato completamente la montagna. Il sistema commerciale è al tracollo, occorre una fiscalità di vantaggio per le zone interne, i trasporti devono essere incrementati e soprattutto si deve risolvere l’annoso problema della viabilità. Il referendum lo abbiamo vinto noi cittadini perché le istituzioni abruzzesi ci hanno ignorato o alcune di esse ci hanno appoggiato solo negli ultimi giorni. Ringrazio solo il sindaco di Campli Federico Agostinelli perché ci avrebbe accolto nel suo comune nel caso ci fosse stato il passaggio».
E una risposta è subito arrivata dal presidente della Regione Marco Marsilio che si dice consapevole «che se si è arrivati a celebrare un referendum per cambiare provincia e Regione vi siano oggettive sofferenze e difficoltà. Sento ora la responsabilità di garantire a tutti l’attenzione dovuta. In questo anno, ad esempio, con l’Ufficio speciale ricostruzione abbiamo lavorato per azzerare le pratiche di indennizzo, con la Provincia di Teramo è stato fatto altrettanto per far ripartire progettazioni e lavori per la viabilità. Molto c’è ancora da fare e lo faremo. L’obiettivo è che a Valle Castellana – come in qualunque altro luogo del territorio – nessuno debba sentirsi più troppo lontano da Teramo e dall’Abruzzo da preferire l’annessione alla vicina Ascoli Piceno». Analoga risposta viene dal presidente della Provincia Diego Di Bonaventura che parla di «un impegno di circa due milioni per interventi nelle zone di maggiore difficoltà e nella viabilità delle arterie maggiormente dissestate. Guido l’ente provinciale da soli 14 mesi e il disagio dei cittadini c’è da anni, ma ho parlato con loro e mi hanno dato fiducia e darò attenzione a quel territorio».
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