Il sindaco: «Farmacia in vendita? Un’altra bugia della minoranza»

26 Giugno 2020

SILVI. Nuovo scontro politico a Silvi. Dopo le polemiche sul consiglio comunale rinviato lo scorso martedì, questa volta il tema della polemica è la farmacia comunale. Secondo le forze d’opposizione...

SILVI. Nuovo scontro politico a Silvi. Dopo le polemiche sul consiglio comunale rinviato lo scorso martedì, questa volta il tema della polemica è la farmacia comunale. Secondo le forze d’opposizione il Comune starebbe pensando a venderla per fare cassa. «La maggioranza», si legge in una nota dell’opposizione è in procinto di disfarsi di due punti sanitari la farmacia comunale ed il dispensario farmaceutico di Silvi paese per ripianare il disavanzo, emerso dal bilancio 2019. La farmacia è l’ultimo e unico baluardo che permette all’ente di produrre utili e che, grazie allo sportello farmaceutico di Silvi Paese, garantisce utili oltrechè servizi ai cittadini. Ci opporremo con tutte le forz la città non puo’ e non deve privarsi di un servizio pubblico, importante sostegno per la collettività. Diciamo no a questa ennesima operazione a discapito della città».
Dl palazzo di città una secca risposta sull’argomento: « Continuano le fake news dei consiglieri di opposizione. Questa volta é toccato alla farmacia comunale». Il sindaco Andrea Scordella scende in campo: «A questo punto c’è da aspettarsi di tutto da questi personaggi. Capisco che sono a corto di argomenti validi per contrastare la nostra attività amministrativa, ma non comprendo come possano, persino politici di lungo corso della sinistra locale, arrivare a dire delle cose che non hanno alcun fondamento reale. Dopo l’accusa inconsistente di non aver convocato la riunione della conferenza dei capigruppo per lo svolgimento di un consiglio in seconda seduta, che non ha assolutamente bisogno di riconvocazione dei capigruppo consiliari, oggi è la volta di un’altra fake news: la presunta volontà da parte nostra di mettere all’asta al migliore offerente la farmacia comunale, per battere cassa. Qui si arriva al paradosso perché è vero che ci stiamo occupando della nostra farmacia, ma solo perché siamo venuti a conoscenza che le amministrazioni che si sono susseguite dal 2015 non hanno adempiuto a verificare il valore dell’immobile, che andava fatto entro la fine di dicembre 2016 mentre nel frattempo si andava avanti con un contratto di affitto con diritto di riscatto».
Approfittando di questa occasione, spiega ancora Scordella, «l’amministrazione vuole monitorare l’andamento gestionale economico del servizio che, con l’apertura delle nuove farmacie, di via Sant’Antonio e di Santo Stefano, ha registrato, come l’altra farmacia preesistente, un sensibile calo del movimento. Solo dopo aver preso atto degli esiti di questa indagine si potranno pianificare interventi capaci di assicurare al Comune e ai cittadini benefici reali. Affermare che stiamo per vendere all’asta la farmacia comunale, dunque, è solo frutto di fantasia se non piuttosto di delazione». (d.f.)
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