Il sindaco non chiude al referendum

Colonnella, la procedura chiesta dalle opposizioni contro le armi ai vigili urbani
COLONNELLA. Biagio Massi non chiude le porte alla consultazione referendaria e compirà tutti i passaggi necessari perché i colonnellesi si esprimano sulla proposta avanzata dalle due opposizioni (non dal consigliere Eleanna Pandolfelli alla guida della terza forza di minoranza) di togliere l’arma ai vigili urbani che- va precisato – vogliono venga loro assegnata per il servizio. Il sindaco di Colonnella non rinuncerà, ovviamente, durante la finestra referendaria a spiegare ai cittadini la scelta di aver approvato il regolamento che dota della pistola gli agenti di polizia locale. La procedura referendaria prevede la raccolta delle firme di un terzo della popolazione (1117 cittadini aventi diritto al voto), il deposito delle stesse in Comune, il varo di un regolamento ad hoc e lo svolgimento del referendum consultivo e non abrogativo che avrà un costo per la collettività. «Dopodichè, prenderemo atto dell’esito referendario e valuteremo», dice Massi, «ma nessuno di noi si dimetterà perché, lo ricordiamo a Fabio Di Felice e a Paolo Forlì che hanno messo in piedi la campagna referendaria, questa amministrazione è stata democraticamente eletta per rappresentare non solo le esigenze di chi ci ha votato ma di tutta la popolazione. Gli agenti sono padri di famiglia che hanno segnalato l’esigenza di sicurezza personale per determinati servizi come gli sgomberi ad esempio ed è obbligo del sindaco come datore di lavoro garantirla».
E aggiunge: «L’arma non ha mai fatto paura agli onesti ma è un deterrente sicuramente e non per questo deve essere usata. I cittadini sappiano che il referendum porta spaccature, costi e tempo sottratti al fare amministrativo sottraendo energie al Comune per i bisogni che ha Colonnella. Sappiano sempre i cittadini che uno dei consiglieri proponenti detiene cinque armi e fa regolarmente esercitazione al poligono».(a.d.p.)
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