Il sindaco: più sicuro con Tacchetti

21 Gennaio 2021

Ma la nomina a commissario Pd secondo alcuni è di ostacolo a un Di Girolamo bis

ROSETO. La nomina a commissario di Simone Tacchetti è il segno chiaro di un Di Girolamo bis. E’ questa la lettura fornita dallo stesso sindaco di Roseto che ieri, sollecitato a commentare la scelta, ha così dichiarato.
«Le parole del segretario provinciale Piergiorgio Possenti confortano i segnali positivi verso l'operato dell'amministrazione uscente», dice Sabatino Di Girolamo, «e la nomina di Tacchetti a commissario comunale ne è la prova tangibile. Sono certo che i rapporti di reciprocità che mi legano al mio vice, e la scelta del partito di affidare a lui la guida del Pd locale, siano il presupposto per rilanciare l'azione amministrativa e di conseguenza il segnale chiaro della volontà di confermare la prosecuzione del lavoro con la mia ricandidatura». Sembra, tuttavia, che la nomina di Tacchetti sia uno strappo del Pd provinciale con lo stesso sindaco Di Girolamo e un colpo basso dello stesso Tacchetti verso il primo cittadino. O almeno è questa l’opinione che molti osservatori politici, anche di centrodestra, danno di questa nomina vista come un fulmine a ciel sereno, dal momento che il Pd rosetano, che doveva riunirsi venerdì 15 gennaio, aveva indicato per la reggenza del partito i nomi del sindaco Di Girolamo o, in alternativa, quello della consigliera Emanuela Ferretti. Il Pd teramano, in quella circostanza, aveva chiesto all'assemblea degli iscritti di Roseto un rinvio per ragioni tecniche, e la decisione era stata accolta dal presidente Giuseppe Di Sante, che attendeva una data per riconvocare l'assemblea. Invece ieri è piovuta dall'alto l'indicazione di Tacchetti, a testimonianza del fatto che il Pd provinciale ha ignorato le istanze del coordinamento rosetano imponendo il nome del vicesindaco, che già da tempo rimbalza come regista di riunioni nel circolo locale di Cologna Spiaggia senza il sindaco.
C’è anche una novità, ovvero un riavvicinamento di Tacchetti all’ex sindaco Franco Di Bonaventura, con il quale è stato avvistato in un bar centrale della città, segno tangibile del superamento di antichi rancori. Sarà però interessante capire come si colloca Di Bonaventura in relazione al raggruppamento che fa capo a Giulio Sottanelli, coordinatore regionale di “Azione”, il cui leader è Carlo Calenda che ha rotto con il Pd e che a Roma nella sua corsa a sindaco sarà sostenuto da Italia Viva. E' evidente che Azione, a Roseto, non potrà discostarsi dall'orientamento romano, e quindi un dialogo con il Pd si fa in salita. Ma se anche fosse percorribile in autonomia, metterebbe in seria difficoltà la candidatura a sindaco di Mario Nugnes, che finora ha sempre fatto opposizione a Di Girolamo. (l.v.)