Il sindaco riunisce i fedelissimi

6 Dicembre 2017

Cena nella casa di campagna per riflettere sull’epilogo e preparare la rivincita

TERAMO. Fino a quando non arriverà il decreto di nomina del commissario prefettizio Maurizio Brucchi resterà formalmente sindaco. Questione di giorni, comunque, e poi il primo cittadino diventerà ex a tutti gli effetti. Nel frattempo potrà firmare solo provvedimenti urgenti di ordinaria amministrazione e dunque anche ieri mattina il sindaco uscente si è presentato nella sede comunale di via Carducci per verificare se ci fossero eventuali adempimenti in scadenza. Più che altro, però, ne ha approfittato per fare un giro degli uffici e salutare i dipendenti tra strette di mano, abbracci e qualche momento di commozione. Il suo ultimo atto ufficiale sarà il passaggio delle consegne al commissario che, probabilmente tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima, prenderà il suo posto alla guida dell'amministrazione comunale. Da quel momento Brucchi uscirà definitivamente di scena dal Comune, ma non dalla politica cittadina.
Il segnale della volontà sua e dei fedelissimi di non dichiararsi irrimediabilmente sconfitti è arrivato già nella serata di ieri. Il sindaco messo fuori dalla porta del suo ufficio dalle dimissioni in blocco dei 18 consiglieri di opposizione, "Futuro in" e "Al centro per Teramo" ha riunito gli alleati, presenti e probabilmente anche delle prossime elezioni, nella sua casa di campagna a Colleminuccio. C'erano gli assessori rimasti in carica dopo l'abbandono da parte dei rappresentanti in giunta della lista civica che fa riferimento a Paolo Gatti, i sopravvissuti della maggioranza consiliare e il suo staff, a partire dal segretario Vinicio Ciarroni che l'ha seguito passo per passo negli otto anni e mezzo di mandato da sindaco. A loro Brucchi ha offerto la cena, preparata da lui, a base di pasta con panocchie e ceci e salmone al forno con patate. L'invito è stato motivato con l'intenzione di vedere insieme in tv la partita di Champions della Juventus, ma inevitabilmente i discorsi sono tornati sulle concitate vicende degli ultimi giorni culminate con lo scioglimento del consiglio e la caduta dell'amministrazione. La cena, dunque, ha fornito lo spunto non solo per un momento conviviale e di relax dopo le tensioni recenti, ma anche per una riflessione sul triste epilogo dell'esperienza amministrativa e sui prossimi passi di un gruppo che si sente tradito ma non battuto. (g.d.m.)
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