Il sindaco sull’autoporto: «Entro il mese aspettiamo risposte dalla Regione»
Futuro ancora molto incerto per l'autoporto di Roseto. Da due anni e mezzo si parla di possibile insediamento di nuove aziende, che avrebbero avanzato richieste al Comune, come ha spesso detto il...
Futuro ancora molto incerto per l'autoporto di Roseto. Da due anni e mezzo si parla di possibile insediamento di nuove aziende, che avrebbero avanzato richieste al Comune, come ha spesso detto il sindaco Sabatino Di Girolamo, ma ora c'è la nuova giunta regionale che sta meditando sulla delibera di giunta fatta, due anni e mezzo fa, dall’ex presidente Luciano D'Alfonso. «Due settimane fa ho parlato con la segretaria del consigliere Manuele Marcovecchio, presidente della commissione territorio, ambiente e infrastrutture», dice Di Girolamo, «mi hanno convocato loro per avere da me il report di tutto ciò che riguarda il tema autoporto e mi hanno promesso che a breve mi avrebbero richiamato. Entro fine ottobre, comunque, conto di chiudere questa situazione». L’unico atto concreto in merito all’autoporto è rappresentato dall’approvazione dell’8 febbraio scorso in giunta regionale, da parte della precedente amministrazione, della proposta di piano di sviluppo strategico Zes della Regione Abruzzo, e a beneficiarne, oltre i nove ettari dell’autoporto, anche i ventuno nelle zone limitrofe già urbanizzate, con le nuove aziende, e anche le imprese già esistenti, che potranno avere delle agevolazioni. Nelle zone economiche speciali, infatti, le imprese, che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti, possono usufruire di alcune agevolazioni come un credito d’imposta nella misura massima del 20 per cento per le piccole imprese, del 15 per cento per le medie imprese e del 10 per cento per le grandi imprese, oltre ad agevolazioni sugli investimenti relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie. Questo però non basta per far insediare altre aziende, che potrebbero decidere di spostarsi altrove se la situazione non dovesse sbloccarsi a breve termine. (l.v.)

