Il sindaco: «Tassa sulla pubblicità aumentata perché troppo bassa»

Di Girolamo replica alla protesta di Assorose e fa il confronto con quanto si paga in altri comuni «Noi incassiamo molto meno e l’abolizione dell’imposta sui passi carrabili non c’entra niente»
ROSETO. «È vero che le tassa sulla pubblicità è aumentata del 30 per cento, ma la scelta è frutto di un adeguamento alle tariffe degli altri Comuni limitrofi, e non è assolutamente una compensazione dell’eliminazione della tassa sui passi carrabili». Replica così il sindaco Sabatino Di Girolamo all’associazione dei commercianti Assorose, che ha protestato per l’aumento dell’imposta sulle affissioni pubblicitarie a Roseto. Il primo cittadino cfa il confronto con Alba Adriatica, comune di 9 chilometri quadrati con 12mila abitanti, che lo scorso anno ha incassato 156 mila euro di Tosap, 105 mila euro di imposta sulla pubblicità e 13mila euro di affissioni, mentre Roseto, estesa su 53 chilometri quadrati e con 26mila abitanti, ha incassato 141mila euro di Tosap, 84mila euro di pubblicità e 7mila euro dalle affissioni. «È evidente già da questi numeri», prosegue il sindaco, «paragonati all’estensione dei due comuni, che qualcosa non torna. Ma al di là dell’evasione, ciò che mi preme sottolineare è come l’aumento a Roseto è frutto di un riallineamento delle tariffe su base provinciale, avvenuto peraltro con aliquote più basse rispetto agli altri Comuni». La tassa sulla pubblicità è stata aumentata del 50 per cento quest’anno a Giulianova, ad Atri e ad Alba Adriatica, e del 35 per cento a Martinsicuro, mentre l’aumento del 30 per cento c’è stato anche a Sant’Omero, che per dimensioni è un Comune molto più piccolo di Roseto. «Peraltro», dice ancora Di Girolamo, «nonostante l’aumento del 30 per cento, le tariffe di Roseto restano notevolmente più basse degli altri Comuni. Ad esempio per un insegna superiore a 1 metro quadrato e fino a 5,5 metri quadrati a Roseto si pagano 34,91 euro all’anno, mentre ad Alba Adriatica la stessa insegna si paga 40,28 euro all’anno». Il sindaco si è detto rammaricato della strumentalizzazione fatta sulla vicenda, tanto da arrivare a prefigurare posizioni diverse dall’assessore Orazio Vannucci: «Le rassicurazioni dell’assessore sulla defiscalizzazione sono state veicolate come una volontà dell’amministrazione di compensare l’abolizione della tassa sui passi carrabili ma non è così, come è peraltro evidente dai numeri resi. Ma al di là delle strumentalizzazioni politiche fatte, dispiace registrare l’atteggiamento allarmistico di una parte dei commercianti senza nemmeno conoscere le entità economiche esatte o i termini delle esenzioni che pure ci sono». Il primo cittadino ha voluto infine puntualizzare sul mancato preavviso lamentato dai commercianti. «C’è stato in realtà il preavviso», conclude il sindaco, «visto che gli uffici hanno comunicato l’avvio del censimento sia sul sito del Comune che con l’affissione di manifesti».
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