Il sindaco: «Via i rifiuti dalla ex piccionaia»

L’ordinanza del Comune dà 45 giorni di tempo alla proprietà. La Asl ha trovato anche amianto
ROSETO. Entro 45 giorni i rifiuti della ex piccionaia, nella riserva del Borsacchio dovranno essere rimossi dalla ditta Siri di Roma, proprietaria della struttura.
Lo dice un'ordinanza del sindaco Sabatino Di Girolamo pubblicata ieri, che impone alla ditta di provvedere a sua cura e spese alla rimozione e allo smaltimento dei rifiuti abbandonati e al ripristino dello stato dei luoghi. «In caso di inottemperanza», si legge nell’ordinanza, «si procederà d’ufficio agli interventi di rimozione dei rifiuti con addebito e recupero in danno della ditta Siri delle somme anticipate dall’amministrazione, oltre alla presentazione di una denuncia a carico dello stesso proprietario del terreno».
Tra i rifiuti presenti, la Asl di Teramo, nel sopralluogo effettuato il 18 settembre 2020, ha rinvenuto anche diversi manufatti con copertura in amianto, pericolosi per l’ambiente circostante. Si tratta però della seconda ordinanza in sette mesi da parte del sindaco, visto che nell’agosto scorso ne era stata firmata un’altra con contenuti simili a quella di oggi. La discarica è stata segnalata quasi un anno fa dalle guardie ambientali, che nel loro giro di controllo del territorio si sono imbattuti in questa mega discarica con frigoriferi, biciclette, vecchi vestiti e rifiuti pericolosi in piena riserva del Borsacchio, nei pressi di Colle Magnone, dove è presente l’ex piccionaia. Il luogo è nascosto ma facilmente accessibile, perché c’è una strada sterrata che si conclude proprio nell’ex piccionaia.
«Noi, dopo la segnalazione, ci siamo fermati perché sapevamo che c’era un’ordinanza», precisa Maurizio Cerè, presidente delle guardie ambientali, «ma ora, se quest’ulteriore ordinanza non verrà rispettata, prenderemo provvedimenti anche noi». (l.v.)
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