Il sindaco vieta il glifosate: «Tuteliamo la salute di tutti»

18 Ottobre 2021

CONTROGUERRA. A Controguerra vietato l’uso del glifosate, un erbicida di cui spesso, come le analisi hanno dimostrato, resta traccia nei prodotti alimentari come la pasta ed altri prodotti. Il...

CONTROGUERRA. A Controguerra vietato l’uso del glifosate, un erbicida di cui spesso, come le analisi hanno dimostrato, resta traccia nei prodotti alimentari come la pasta ed altri prodotti. Il sindaco di Controguerra, Franco Carletta, ne ha vietato l'uso, fino al 30 aprile 2022. È un segnale importante a tutela della salute dei cittadini e che aggiunge un motivo di pregio in più al "Controguerra doc".
La scienza nutre forti dubbi sull’uso del glifosate sia per la salute umana, che per l'ambiente. Alcuni tribunali americani hanno in passato condannato alcuni produttori a risarcimenti milionari a favore di vittime accertate. L'ordinanza sindacale, sulla base di dubbi fondati, mira a tutelare la salute pubblica, basandosi sul principio di precauzione. Il divieto all'uso di questo diserbante è stato preso più volte in considerazione dall'Unione europea, ma finora non è mai stata presa nessuna decisione. L'ultimo rinvio è al 2022. Il sindaco Carletta, rompendo gli indugi, ha anticipato i tempi della decisione comunitaria e la speranza è che venga seguito dagli altri sindaci. Oltre alla salvaguardia della salute di cittadini e consumatori, la decisione potrebbe essere un fiore all'occhiello per la cittadinacon un ritorno d'immagine positivo per il consorzio dei produttori, che potrà pubblicizzare l'assenza del glifosate sui vigneti. Controguerra, inoltre, è componente dell’associazione Città del vino e dell’olio e Città Slow. «Riteniamo che valga il principio di precauzione per cui questa ordinanza nasce allo scopo di preservare e tutelare la salute collettiva da questa sostanza», dice il sindaco che prima dell’ordinanza ha ascoltato anche il mondo agricolo locale. Due le sanzioni previste: quella stabilita dalla direttiva comunitaria (da 5mila a 20mila euro) e quella per la violazione dell’ordinanza da 25 a 500 euro.
Alex De Palo
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