Il Siulp: «Indignati dai tagli del governo»
TERAMO. «In un momento di massima emergenza in materia di gestione dell'immigrazione e della sicurezza, il governo pensa di chiudere questure e prefetture. Un arretramento inaccettabile dello Stato...
TERAMO. «In un momento di massima emergenza in materia di gestione dell'immigrazione e della sicurezza, il governo pensa di chiudere questure e prefetture. Un arretramento inaccettabile dello Stato dal territorio, che rischia di lasciare nel caos cittadini e lavoratori. Un provvedimento che riteniamo sbagliato e intempestivo». Lo scrive in una nota il segretario provinciale del Siulp (il sindacato unitario dei lavoratori di polizia) Giovanni Di Giangiacomo, ovviamente riferendosi al piano del governo di tagliare 23 prefetture – tra cui Teramo – con le corrispondenti questure e comandi dei vigili del fuoco. Per il Siulp si tratta «di tagli che non tagliano dove serve. Infatti, il decreto mantiene assurdamente in vita tutte le strutture pletoriche del ministero dell'Interno. Restano i cinque Dipartimenti: Affari interni e territoriali; Pubblica sicurezza; Libertà civili ed immigrazione; Vigili del fuoco, soccorso pubblico e difesa civile; Amministrazione generale, politiche del personale. Tutti i sacrifici in periferia, dove ci si confronta con la difficile realtà sociale ed economica, mentre restano intonsi gli uffici centrali. In questo modo si rischia l'arretramento dei presidi fondamentali della sicurezza anche in zone particolarmente delicate. Inoltre, come verranno garantiti alcuni servizi fondamentali ai cittadini e agli stranieri? Penso a patenti, cittadinanza, passaporti, porto d'armi, permessi di soggiorno e certificati vari. Bisogna tagliare sui veri sprechi, quelli della politica», sottolinea la nota, «ma su quello sembra che anche questo governo ci vada cauto».
Il Siulp infine si dice «indignato» e chiede «alle istituzioni locali, Comuni e Provincia, un impegno a presidio di importanti strutture»

